Continua a essere al centro del dibattito politico il nuovo piano di riordino della rete ospedaliera che, di certo, ha lasciato sul campo molte delusioni. E proprio in merito alla proposta di piano aziendale interviene Bruno Mancuso, sindaco di S. Agata Militello, comune capofila (nella foto al centro), che ha inviato una missiva al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, al Direttore generale A S. . 5 di Messina, Salvatore Giuffrida e all’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo. Una lettera in cui Mancuso propone le proprie osservazioni puntando l’attenzione sui risvolti negativi che il piano avrebbe, soprattutto, per quanto riguarda l’ospedale di S. Agata Militello che serve un bacino d’utenza vastissimo e che in un territorio come quello dei Nebrodi, di certo del tutto carenti dal punto di vista dei servizi, sembra quasi un’oasi. " A seguito della divulgazione della proposta dell’ASP di Messina sul piano della rete ospedaliera
provinciale, con riferimento all’ Ospedale di Sant’Agata di Militello - scrive Mancuso - premesso che:
la proposta prevede la conferma delle seguenti U.O.C.:
- Direzione medica
- Chirurgia generale
- Ortopedia e traumatologia
- Ostetricia e Ginecologia
- Medicina trasfusionale
- Radiodiagnostica
- Psichiatria
L’istituzione di una nuova U.O.C.:
- Cardiologia + UTIC
Il declassamento di due U.O.C. a Strutture semplici:
- Anestesia e Rianimazione
- Patologia Clinica
Con riferimento a questi ultimi due servizi, si evidenzia che la proposta che prevede un
loro declassamento con accorpamento ad altre U.O.C. comporterà delle conseguenze
negative nei servizi erogati dal nosocomio di Sant’Agata di Militello:
- mancato aumento dell’organico (che allo stato attuale, per il volume di lavoro
erogato, risulta già di per sé insufficiente).
- ulteriore riduzione degli investimenti finalizzati a migliorare la dotazione
tecnologica degli strumenti e delle apparecchiature quotidianamente utilizzate.
- aumento numerico delle liste d’attesa accompagnato da un naturale e
conseguente ritardo degli interventi chirurgici.
- ulteriore riduzione del numero degli accessi in sala operatoria da parte delle
unità operative chirurgiche.
Nel condividere le politiche di risparmio adottate dall’Assessorato con il recente piano di rientro, che
prevede l’accorpamento di alcuni reparti, per quanto riguarda il Distretto di Patti-Sant’Agata di Militello-Mistretta, non si può non tenere conto della centralità territoriale del presidio di Sant’Agata di Militello, del territorio di cui è tributario e della popolazione servita, che sfiora i 100.000 abitanti che raddoppiano nei mesi estivi.
A nostro avviso questi dati vanno tenuti in debita considerazione quando si decide di accorpare alcuni reparti quali Anestesia e Rianimazione o Patologia Clinica, il cui depotenziamento priverebbe l’ Ospedale, classificato d’Emergenza, di servizi essenziali che potrebbero causare pericoli per l’utenza ed una non corretta gestione degli acuti.
Sulla base di quanto detto, si può evincere la palese necessità di dover mantenere come U.O.C. i servizi di Anestesia e Rianimazione e Patologia Clinica, al fine di garantire un’attività ospedaliera efficace, efficiente, e capace di soddisfare tempestivamente le richieste degli utenti.
Nel caso in cui la suddetta richiesta non venisse accolta, qualora si verificasse un mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’azienda, si andrebbe sicuramente incontro ad un grave pericolo: più specificatamente si andrebbe incontro ad una riduzione dei posti letto in concomitanza ad una successiva riduzione dell’organico sia medico che paramedico.
Si prega pertanto di valutare con la dovuta attenzione le suddette osservazioni, al fine di garantire ai cittadini dei Nebrodi uguaglianza di aspettative rispetto ad un diritto inalienabile come quello alla salute".
17-05-2010 17:32