Si è celebrato dinanzi al Giudice di pace di Bronte (Ct), Nunzio Politi (P.M. A. Indaco; cancelliere G. Biancuzzo), il processo penale a carico di Gaetano Cavallaro, di Cesarò, difeso dall'avv. Nino Granata (nella foto), accusato di lesioni personali gravi, per avere aggredito fisicamente Salvatore Trecarichi, procurandogli lesioni personali dalle quali derivava la frattura del IV della mano destra con relativa sblussazione.
All'udienza il Trecarichi confermava la querela presentata circa due anni fa raccontando in dettaglio e con dovizia di particolari com'era avenuta l'aggressione ai suoi danni ad pera del Cavallaro, più giovane di lui , indicando anche dei testimoni oculari che sono stati ascoltati dal giudice. Il Pm, all'esito della requisitoria, ha chiesto la condanna dell'imputato alle pene di legge e la condanna al risarcimento del dano da liquidarsi in separata sede. La richiesta, però, è stata fortemente stigmatizzata dall'avv. Nino Granata il quale, nel corso dell'arringa difensiva, codice e giurisprudenza del supremo collegio alla mano, ha smontato punto per punto il racconto della parte offesa evidenziandone le numeose contraddizioni. Granata, pertanto, ha chiesto l'assoluzione del roprio assistito con la formula più ampia. Dopo qualche ora di camera di consiglio il giudice, in accoglimento della richiesta dell'avv. Granata, ha assolto il Cavallaro per non avere commesso il fatto, condannando il querelante al pagamento delle spese processuali.
17-03-2010 12:50