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CRONACA
Milazzo: picchia moglie e figlio, arrestato un operaio di 54 anni
Un altro arresto effettuato Falcone. A Montalbano in 3 denunciati per furto di nocciole

Nel tardo pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Milazzo hanno tratto in arresto un cittadino dimorante in un Comune del comprensorio milazzese, poiché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
L’intervento dei Carabinieri era scattato a seguito di una telefonata pervenuta sull’utenza della Centrale Operativa della Compagnia di Milazzo, con cui era stata segnalata una lite all’interno di una privata abitazione.
In particolare, secondo quanto emerso dalle indagini effettuate dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, l’uomo, un operaio 54enne originario della provincia di Catania, nel corso di una lite scaturita per cause su cui i militari dell'Arma stanno effettuando ulteriori approfondimenti, avrebbe aggredito fisicamente la consorte ed il proprio figlio minore provocandogli delle lesioni.
L’uomo, dopo l’arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, su disposizione dell’A.G. di Barcellona Pozzo di Gotto è stato trasferito Presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi in attesa di giudizio.

A MONTALBANO ELICONA i carabinieri della locale stazione, a conclusione di una mirata attività investigativa, hanno deferito in stato di libertà tre persone, ritenute tutte responsabili, in concorso, di tentato furto e danneggiamento aggravato. Secondo quanto emerso nel corso degli accertamenti effettuati dai militari dell’Arma, infatti, i tre, dopo essersi introdotti all’interno di un casolare di proprietà di un cittadino del luogo, avrebbero tentato di asportare l’intero raccolto di nocciole ivi custodito.
A FALCONE, ieri pomeriggio di ieri, i Carabinieri hanno tratto in arresto il 19enne S.M., nativo di Milazzo, già sottoposto ad avviso orale, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica dei Minori di Messina.
Il giovane, secondo quanto riportato nel provvedimento, dovrà scontare una pena residua di tre anni e cinque mesi di reclusione, perché riconosciuto colpevole di estorsione, violenza privata e spaccio di sostanze stupefacenti, risalenti all’anno 2008. S.M., dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso l’Istituto penale per i minorenni di Acireale (CT).
24-11-2010 17:49

   
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