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CRONACA
C'era un traffico di mezzi rubati dietro l'omicidio Granza
Operazione "Pala Meccanica". Cinque persone arrestate e due sottoposte a divieto di dimora

I carabinieri della compagnia di Santo Stefano di Camastra , in collaborazione con militari dei comandi provinciali di Catania, Palermo, Roma e Trapani, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale a carico di 7 persone, cinque delle quali sono state tratte in arresto, mentre le rimanenti due sono state sottoposte alla misura cautelare personale del divieto di dimora nel comune di residenza.
I predetti sono indagati, a diverso titolo, di furto, ricettazione, falso materiale ed ideologico ed associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti ed alla ricettazione di automezzi pesanti e macchine movimento terra, commessi nelle province di MESSINA, CATANIA, PALERMO, ROMA, TRAPANI, BOLOGNA, REGGIO EMILIA, FORLI’-CESENA, PADOVA E RAVENNA.
il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. DEL TRIBUNALE DI MISTRETTA, su richiesta del procuratore della repubblica, DOTT. LUIGI PATRONAGGIO, sulla base delle risultanze di una articolata indagine condotta dalla compagnia di Santo Stefano di Camastra, a seguito dell’omicidio dell’imprenditore ANTONINO GRANZA, 41ENNE, RESIDENTE AD ACQUEDOLCI, assassinato a colpi di fucile il 15 dicembre 2008 nel territorio di CARONIA.
Le complesse indagini avviate subito dopo l’omicidio, condotte dall’aliquota operativa della compagnia carabinieri di Santo Stefano di Camastra e coordinate dal procuratore della repubblica di MISTRETTA, DOTTOR LUIGI PATRONAGGIO, si sono protratte sino al mese di giugno 2010 ed hanno permesso di acclarare, tra l’altro, l’esistenza di un sodalizio criminale, costituito prevalentemente da soggetti di origine siciliana, dedito ai furti ed alla ricettazione di macchine operatrici e per movimento terra.
L ’associazione, con ramificazioni in varie regioni italiane ed anche in alcuni stati esteri, si è resa responsabile di numerosissimi furti commessi in diverse localita’ del territorio nazionale, soprattutto in Emilia Romagna, dimostrando una straordinaria capacità offensiva da cui scaturiva un ingentissimo giro di affari.
I mezzi venivano rubati in grossi cantieri, dove talvolta il gruppo poteva avvalersi della complicità di qualche operaio, e successivamente venivano occultati in luoghi precedentemente individuati e ritenuti sicuri.
A quel punto, iniziava la seconda parte dell’articolata attivita’ criminale, cioe’ l’alterazione degli elementi identificativi del mezzo, al fine di nasconderne la provenienza furtiva, modificando i numeri di telaio ovvero sostituendo le targhette metalliche applicate sui telai e, ovviamente, le targhe.
Una volta "ripulito", il mezzo era pronto per essere venduto attraverso due "canali":
- da un lato, alcuni venditori specializzati nel settore delle macchine per movimento terra operanti in ITALIA;
- dall’altro, alcuni soggetti stranieri che si occupavano di piazzare i mezzi in altri stati, quali ad esempio L’EGITTO, IL MAROCCO O L’ALBANIA. In quest’ultimo caso, il sodalizio criminale provvedeva anche alla falsificazione della fattura relativa alla compravendita del mezzo, documento essenziale per poter procedere alla spedizione dello stesso fuori dai confini nazionali. Quest’ultima era senz’altro la procedura preferita, anche perché, una volta superate le difficoltà dell’esportazione, sarebbe stato difficile risalire alla provenienza furtiva del mezzo.
con la collaborazione dei comandi provinciali carabinieri DI PALERMO, TRAPANI, CATANIA, ROMA, PADOVA E VERONA, SONO SATI ARRESTATI E TRADOTTI IN CARCERE:
Antonino CASCINO, 56 anni, residente a CASTELDACCIA, CONIUGATO, PREGIUDICATO;

 

 

 

 

 

Giacomo BARONE, 46 anni, residente AD ALCAMO (TP);

 

 

 

 

 

Antonio SALVA’ GAGLIOLO, 30 anni, di Maniace (CT);

 

 

 

 

 

Domenico DEL RICCIO, 47 anni, RESIDENTE A MONTE COMPATRI (RM);

 

 

 

 

 

E’ STATA POSTA AGLI ARRESTI DOMICILIARI:
Gaetana PACE, 51 anni,, RESIDENTE A CASTELDACCIA (PA).

SONO STATI OGGETTO DI PROVVEDIMENTO DI DIVIETO DI DIMORA NEL COMUNE DI RESIDENZA:
6. Angelo Giacomo DI LORENZO, 50 anni, RESIDENTE A CASTELDACCIA (PA);
7. Angelo CIRAMI, 29 anni, RESIDENTE A BRONTE (CT);

CON LA COLLABORAZIONE DEI CITATI COMANDI PROVINCIALI NONCHE’ DI QUELLI DI MILANO, RAVENNA, REGGIO EMILIA, BOLOGNA E FORLI’-CESENA, SONO TUTTORA IN CORSO DECINE DI PERQUISIZIONI DISPOSTE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MISTRETTA.

IL VIDEO DEL BLITZ E DELLA CONFERENZA STAMPA

27-11-2010 11:45

   
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