Da uno dei nostri lettori riceviamo e pubblichiamo un pezzo sulle acrobie e i giochi con il fuoco proposti da Nino Scaffidi in una serata mozzafiato.
Al cospetto di un pubblico numeroso, che ha gremito la piazza Impastato in ogni ordine e livello, si è svolto uno spettacolo di giochi circensi che ha avuto in Nino Scaffidi la massima espressione di coinvolgimento, di attenzione e di emozioni. Intervallate dalle danze di genere classico, contemporaneo, jazz, caraibiche, latino-americane, balli di gruppo, i suoi numeri hanno rievocato i riti ancestrali ed i giochi circensi in voga durante l’Impero Romano ed il Medioevo, importati dall’Egitto e dalle civiltà mesopotamiche. Avvinghiato da tre boa e da due pitoni, ha dato vita ad impressionanti esibizioni con le fiaccole ardenti volteggiandole nell’aria o portandosele alla bocca da cui spandeva fiamme alte e luminose; in seguito, rompendo due bottiglie, ha passeggiato sui vetri con disinvoltura. Rilevante è stato oltremodo il contributo degli altri giovanissimi atleti ludici: il provetto giocoliere Francesco Mirabile, l’esperto trapezista Riccardo Strano, nonché i funambolici Eliseo Italiano e Fabio Milioti hanno deliziato la platea con le loro performance. A seguito di uno spettacolo fantasmagorico durato oltre due ore e dopo avere salutato le autorità municipali, Nino Scaffidi, concedendo un’intervista, ha detto che è stato conquistato da quell’arte primigenia per distinguersi dagli altri, poiché non tutti riescono a compiere quegli esercizi che lo hanno portato alla ribalta e richiedono durissimi sacrifici. Il fuoco per lui rappresenta la vita, è uno degli elementi empedoclei costituenti la sfera terrestre, che egli sente come alleato procurandogli beneficio e forza. Il rapporto con i serpenti genera nel suo animo qualcosa di divino, una simbiosi mistica per fargli superare i momenti di solitudine e di angoscia, vedendo in loro delle entità in grado di procurargli energia ed il cui fascino suscitato nell’uomo fin dai primordi della sua esistenza rivive dentro di sé con un afflato a metà strada fra l’istinto naturale e la razionalità antropica.
Foti Rodrigo


2-08-2010 23:47