Da uno dei nostri lettori riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata al sindaco di Monforte San Giorgio, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina e a tutti i cittadini di Monforte San Giorgio.
"Ho aderito volentieri all’invito del FAI a partecipare al censimento dei “Luoghi del cuore”
indicando tra i beni da salvare a Monforte il monte Marra o collina dell’Immacolata e
particolarmente il castello e il sito archeologico.
Per quanto riguarda il castello ho segnalato lo stato di abbandono in cui versano i ruderi, segno di
un prestigioso passato di castello federiciano (faceva parte dei castra exempta) . Nessuna
indicazione è apposta, nessuna cura viene prestata a quanto rimane dell’antico maniero. Tanti
monfortesi ignorano persino che si tratti dei resti di un castello.
Altra segnalazione riguarda il sito archeologico. Sulle pendici del colle esistono tracce di una
necropoli preistorica e di due insediamenti monastici bizantini con santuario rupestre e sepolcreto.
Nel mio recente volume “Monforte San Giorgio e il suo territorio nel medioevo – Parte seconda”
avanzavo la proposta, caduta nel vuoto, che tutte le grotte, anche quelle di più difficile accesso
venissero fotografate, inventariate e sottoposte all’attenzione di esperti del settore. La mia
sollecitazione è stata completamente disattesa, anzi di recente accanto alla prima stazione della Via
Crucis, è stato posto un mastodontico serbatoio (nella foto) proprio davanti ad una tomba
ad arcosolio ricavata nello spessore della roccia e all’ingresso di una grotta che, secondo quanto
sostiene il prof. Aldo Messina, ospita un sepolcreto paleocristiano dotato di tombe pavimentali e di una zona
di fossette per bambini. Anche le altre grotte sono altrettanto trascurate e continuamente
manomesse.
E’ vero che tutto il colle è di proprietà privata, ma ciò non significa che i proprietari dei terreni e
delle grotte siano liberi di modificarne l’aspetto. Il colle è tutelato dalla legge 1 Giugno 1939 n.1089
e successive modifiche che hanno portato all’emanazione del Codice dei beni culturali e del
paesaggio (Decreto Legislativo 22 Gennaio 2004 n.42).
Con questa mia lettera chiedo pertanto alle autorità e alla Sovrintendenza che tutti i beni storici ed
archeologici esistenti a Monforte siano accuratamente inventariati e sottoposti a controllo.
Un’ultima osservazione. In un paese in cui ci sono ben tre squadre di calcio con relativi
tifosi non capisco come non si possa formare una “squadra” di persone di buona volontà
disponibile ad impegnarsi per la tutela del patrimonio storico artistico del Paese. Chiedo pertanto
che i cittadini monfortesi si attivino al più presto interessandosi finalmente di un patrimonio
comune.
Guglielmo Scoglio
responsabile del progetto “Monforte città d’arte” della Cyber Community
31-05-2010 15:01