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CRONACA
Ancora morti tra gli ex operai della Pirelli
VILLAFRANCA TIRRENA. Sono circa 300 i casi di decesso per esposizione ad amianto

Oltre a quella dell'ex Sacelit, la più nota "fabbrica della morte" di San Filippo del Mela, c'è un'atra realtà drammatica nella provincia di Messina che rischia di conquistare un primato, quello del numero di operai morti per contatto o esposizione ad amianto e altre sostanze cancerogene. Si tratta dellex stabilimento della Pirelli di Villafranca Tirrena, chiuso nell'orai lontano 1992. Ebbene, dei circa 1200 lavoratori centinaia sono deceduti per tumori e neoplasie varie. L'ultimo decesso risale proprio a ieri. A comunicarlo è stato il presidente del comitato ex esposti ad amianto, Salvatore Nania, ex dipendente della Sacelit che ha condotto una lunga battaglia a sostegno dei suoi colleghi. Benito Bonaccorso, residente a Messina, di 74 anni, aveva lavorato per la Società Pirelli di Villafranca Tirrena dal 31 marzo del 1964 al 30 giugno del 1992, 28 anni durante i quali svolse le mansioni di manutentore meccanico.

"Mentre l’on. Nino Germanà si accingeva a prepararsi per l’interpellanza sulle fibre killer di amianto e sui prodotti cancerogeni della Valle del Mela e della Società Pirelli Spa, da discutere oggi, in Parlamento a Roma e l’Asp 5 di Messina non riesce, dal lontano settembre 2010, ad iniziare le sorveglianze sanitarie per gli ex dipendenti in pensione della Pirelli e di tutte le altre aziende della provincia, il Killer colpisce ancora - scrive Nania in un comunicato stampa -. La settimana scorsa era toccato ad una ex lavoratricea perdere la vita. Aspettiamo di avere la documentazione, ma sembrerebbe che a causare il decesso sia stata una neoplasia. Ieri è toccato a Benito Bonaccorso, residente a Messina, di anni 74. Dopo tanti anni di serio lavoro, effettuato senza mezzi di protezione e senza essere mai stato al corrente dei rischi lavorativi - continua Nania - alla chiusura dell’azienda, nel 92, era andato in pensione, iniziando ad accusare disturbi respiratori. Nel 2008, a sue spese, in quanto abbandonato dalle Sorveglianze Sanitarie previste per legge, si sottopone ad alcuni accertamenti e ricoveri, per i quali gli viene diagnosticato un carcinoma polmonare in soggetto esposto ad amianto con insufficienza cardiaca, riconosciuta anche dall’INAIL il 04/02/2009". Per Salvatore Nania risulta difficile, impossibile, "descrivere le gravi sofferenze per le quali è stato costretto a convivere, Benito, in questi due anni, per non parlare dei figli che costantemente gli sono rimasti al suo fianco, cercando di aiutarlo o di alleviare i dolori, pur sapendo che non vi era nulla da fare contro il killer della vita. Ai responsabili dell’ASP 5 di Messina, all’assessore regionale alla Sanità, quanti ex dipendenti dovranno morire prima di effettuare quella sorveglianza Sanitaria prevista dalle vigenti normative? Non bastano i circa 300 decessi? Quanti ex lavoratori non potranno essere salvati? Quali sono i motivi di tutto questo ritardo? Le risorse finanziarie? Ci auguriamo - conclude Nania - che così non sia in quanto una vita umana non può essere raffrontata con le risorse finanziarie". Gli ex dipendenti della Pirelli, i loro familiari, che hanno già aviato le procedure legali per ottenere i risarcimenti dei danni subiti (fino a questo momento sono 25 i ricorsi presentati) chiedono che l'Asp inizia la sorveglianza sanitaria che avrebbe dovuto essere avviata già il 10 settembre del 2010, mentre appare paradossale che l'Inail di Milazzo debba assumere la duplice veste di ente erogatore dei risarcimenti ed Ente controllore, che deve giudicare se determinate patologie sono legate all'attività lavorativa degli ex operai o meno.

10-02-2011 18:54

   
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