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CRONACA
Indagato anche il marito della donna che rubava carte di credito
CAPO D'ORLANDO. Perquisita dalla polizia l'abitazione di Silvana Portale

Dopo il nuovo arresto di Silvana Portale (nella foto), la 37enne originaria di Tortorici ma residente a Capo d'Orlando, finita in carcere per evasione dai domiciliari, gli agenti del commissariato di polizia di Capo d'Orlando, diretti dal dott. Giuliano Adriano Bruno, hanno perquisito nel pomeriggio l'abitazione della donna, nella via Consolare Antica, alla ricerca di eventuale refurtiva, dopo che la polizia ha scoperto e sequestrato gioielli che la Portale avrebbe sottratto. Intanto sull'intera vicenda emergono altri particolari, come il presunto coinvolgimento del marito, G. L., 44 anni. Lo stesso, infatti, risulta indagato per furto in concorso. Inoltre la donna avrebbe agito non solo mercoledì, ma addirittura a partire dal 2 marzo, e non solo a Capo d'Orlando, ma anche a Tortorici. Per quanto riguarda il furto di oggetti d'oro che la Portale avrebbe asportato dalla borsa di una commerciante, pare che la stessa sia andata a venderli presso due (e non uno come si era detto) compro oro, uno di Caprileone e l'altro della frazione Rocca. Oggetti d'oro che sono stati sequestrati dalla polizia e i cui sequestri sono stati convalidati dal sostituto procuratore di Patti, Alessandro Lia. La perquisizione di oggi pomeriggio è stata dettata dalla necessità di verificare che nell'abitazione dei coniugi, negli immobili di loro pertinenza e nella loro auto, una Polo Volkswagen, non vi fossero denaro, gioielli, carte di credito sottratti. Nel corso della perquisizione pare sia stata rinvenuta una lavatrice che la Portale avrebbe acquistato presso il negozio "Alessandro Elettrodomestici" e pagata con una carta di credito rubata. Tra le vittime ci sarebbe anche il mobilificio Perrone dove Silvana Portale avrebbe acquistato mobili pagando con una carta di credito intestata a un altro mobilificio. L'inchiesta della Procura di Patti non si è, comunque, esaurita e non si escludono altre complicità, mentre i commercianti potrebbero dover spiegare il perchè hanno consentito il pagamento con carta di credito senza chiedere alla donna l'esibizione di un documento d'identità.

12-03-2011 21:13

   
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