Dopo una battaglia giudiziaria durata ben 28 anni, alla ricerca di una sentenza che gli riconoscesse il cognome del padre naturale che non lo volle mai inserire nel suo “albero genealogico”, Salvatore Ciminata ha raggiunto un secondo traguardo. Nei giorni scorsi, infatti, la prima sezione civile della Corte d’Appello di Messina ha confermato la sentenza di primo grado, emessa il 12 ottobre del 2009 dal Tribunale civile di Patti, con la quale i giudici decretavano che Salvatore Ciminata è il figlio naturale del defunto Gaetano Paparone. Salvatore Ciminata, anzi, Paparone, è l’esempio vivente di una Sicilia d’altri tempi in cui era difficile seguire la strada del cuore, perché spesso bisognava prima guardare al ceto sociale. E così nascevano figli innocenti, frutto di un amore vero ma che non poteva essere “riconosciuti” perché ciò voleva dire disonore. Quella di Salvatore, che in questi anni è stato seguito dal suo legale di fiducia, l'avv. Giacomo Portale, è una storia toccante, particolare, disgraziata, ma certamente non unica, solo che lui ha avuto il coraggio di cercare e conquistare le sue radici, a qualunque costo, anche finendo nelle aule dei Tribunali. Ma non basta perché Salvatore Ciminata ha deciso di far conoscere a tutti la sua storia, non solo rendendola pubblica attraverso le colonne dei giornali e da questo sito internet che per primo ha lanciato la notizia, ma anche attraverso la pubblicazione di un libro, il cui testo è stato scritto dalla giovane nuora Valeria Ester Muni (nela foto insieme a Ciminata),
commessa in un negozio di abbigliamento e alla sua prima esperienza come scrittrice. “Cercando mio padre”, è il titolo del volume che in 75 pagine descrive un dramma familiare. Il racconto esordisce così : “Mi chiamo Salvatore Ciminata, ma il mio nome sarebbe dovuto essere un altro, ho 53 anni e sono colui che fino a prova contraria viene definito un figlio”. Abbandonato dal padre all’età di 2 anni Salvatore iniziò la sua luna battaglia nel 1981, trovando dei capisaldi soltanto qualche anno fa, dopo due esami del Dna, uno eseguito dal Ris di Messina, che accertarono il 98% di compatibilità con alcuni consanguinei di Ciminata, tra questi lo zio, cioè il fratello del defunto padre. “L’idea del libro è nata per il desiderio di raccontare la mia storia anche attraverso un film - dice Salvatore Ciminata - magari una fiction per la televisione. Certo il libro mi ha incentivato a progettare qualcosa di più grande, che abbracci una fetta di pubblico maggiore, come può fare un film. Intanto, però, sto facendo tradurre il libro in 5 lingue : inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo. Mi piacerebbe che la mia storia, la mia battaglia fosse da esempio per tutti coloro che pur sapendo di essere figli illegittimi non trovano il coraggio e la forza per pretendere le proprie radici”. “Da tempo mio suocero desiderava raccontare la sua storia con un libro - dice l’autrice Valeria Ester Muni - e così prima di mettere nero su bianco, pur conoscendo la sua vicenda, mi sono fatta raccontare altri particolari da lui, dalla madre. Ovviamente si tratta di una storia particolare perché indubbiamente ciò che ha vissuto lui non è stato facile, né tantomeno quello che ha vissuto sua madre. E’ una storia che tocca”.
31-03-2011 16:56