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Nino Germanà detta la ricetta per "guarire" il Pdl di Capo d'Orlando
Nostra intervista al deputato nazionale che chiede il commissariamento

Sono ormai trascorsi 5 mesi dalle elezioni amministrative di Capo d'Orlando che hanno visto riconfermare sindaco l'imprenditore agrumicolo Enzo Sindoni che ha lasciato fuori Palazzo Europa gli sfidanti Salvatore Librizzi, con il quale è giunto al ballottaggio, Massimo Carrello e Renato Mangano, coordinatore cittadino del Pdl. Quelle di maggio sono state, comunque, elezioni che hanno lasciato il segno, in termini polemici, all'interno, soprattutto, del Pdl, lacerato da veleni, abbandoni clamorosi (hanno abbandonato lo stesso Carrello insieme a Gaetano Sanfilipo e Dario Lipari, questi ultimi due migrati nello schieramento che ha sostenuto l'avv. Salvatore Librizzi) e l'accusa di non aver saputo gestire la campagna elettorale perdendo le elezioni. Per non parlare, poi, di quello che è stato definito un vero e proprio "inciucio", cioè l'accordo programmatico con l'avv. Salvatore Librizzi per affrontare il ballottaggio: in questo caso destra e sinistra si erano stretti la mano. Poi c'era stato l'intervento clamoroso dell'on. Nino Germanà (nella foto con il presidente del Senato, Renato Schifani) per il quale il Pdl di Capo d'Olando, che si era dotato di un direttivo composto da un elenco infinito di persone, quasi tutte gravitanti attorno all'attività del coordinatore cittadino, Renato Mangano (era stato inserito anche l'attacchino che aveva affisso i manifesti elettorali per conto del gruppo), andava commissariato. E a distanza di cinque mesi Germanà non sembra aver cambiao idea, anzi.

Trascorse le elezioni e anche l'estate sembra che il Pdl di Capo d'Orlando si sia spento, dopo i tanti rumori pre e post campagna elettorale. Come mai ?


"A Capo d ’Orlando è sempre mancata la coesione propria del Pdl che, invece, è stato snaturato ed ha rappresentato un confuso crogiuolo disomogeneo e per ciò stesso incapace di presentare un progetto coerente e lungimirante. Pur apprezzando i candidati della Lista a sostegno di Mangano, è mancato il collante proprio di un partito che non può essere mera somma di individui pronti alla candidatura, ma deve innanzitutto essere espressione di progetti, valori e idee comuni". 

Il Pdl, capeggiato da Renato Mangano, aveva costituito un direttivo inserendo un lungo elenco di persone e suscitando non poche polemiche, sia per l'elevato numero di componenti del direttivo che per la "qualità", nel senso che erano figurati nomi di persone che non sarebbero nemmeno state iscritte al partito. Addirittura nel direttivo ci sarebbero state anche persone che, in campagna elettorale, avrebbero apertamente sostenuto la candidatura a sindaco di Salvatore Librizzi e non di Renato Mangano.

"Rispondo alla domanda ponendo un’altra domanda, ma da indirizzare ai coordinatori provinciali che dovrebbero spiegare i criteri, le valutazioni e le considerazioni che li hanno portati ad istituire un coordinamento soltanto a Capo d’Orlando, e negli altri 107 Comuni perché no?"

A proposito di Renato Mangano si è detto che nemmeno lui è iscritto al Pdl, nonostante sia stato nominato coordinatore cittadino. Ma è possibile ?

"Per natura, non sono un’amante della polemica, ma della politica, e se la nomina di Mangano fosse stata una nomina condivisa e concertata insieme alle altre componenti non ci sarebbe stato nulla di eclatante".

Di certo dalle elezioni di maggio il Pdl ne è uscito con le ossa rotte per poi "spegnersi" definitivamente. Oggi è un partito che a Capo d'Orlando non offre molto, al di là delle divisioni. Lei aveva parlato di commissariamento del Pdl orlandino. Come stanno le cose?

"Parla di un Pdl morto, ma a Capo d’Orlando il Pdl non è mai nato, e sono convinto che nei prossimi mesi, grazie a un convinto impegno, una presenza capillare sul territorio ed un necessario periodo di commissariamento che porrebbe fine a questo limbo, il Pdl potrà finalmente vedere la luce e potrà affrontare in modo sereno tutte le sfide aggregando le anime in un grande progetto comune".

Se il Pdl ha fatto la fine che ha fatto a Capo d'Orlando di chi è la responsabilità secondo lei?

"Dell’improvvisazione!!!" 

E cosa ne dice dei vari rappresentanti a livello provinciale e regionale che si sono praticamente dileguati dopo la brutta figura del risultato elettorale?

"Non credo che i miei colleghi si siano dileguati, semplicemente si sono dedicati a proseguire il loro impegno nei loro specifici ruoli, così come io ho continuato a svolgere il mio lavoro a Montecitorio.
Il Pdl, a livello locale, deve poter vivere autonomamente, prescindendo dai rappresentanti provinciali, regionali o nazionali".

Perchè pensa si siano perse le elezioni: perchè il sindaco Sindoni è imbattibile o perché il Pdl è apparso incerto, in forte ritardo e senza una importante programmazione ?

"Sindoni non è imbattibile, la sua è stata una vittoria risicata sul filo del rasoio e non si può non considerare che quasi il 50% degli orlandini non ha votato per il sindaco uscente, del quale  sembrerebbe che i cittadini non condividano più l’azione di governo, nè nel metodo, e nè nel merito. Capo d’Orlando si è mostrata spaccata nella scelta del suo primo cittadino, mentre il Pdl ha pagato il ritardo e il continuo valzer delle candidature".

L'apparentamento con Salvatore Librizzi da molti è stato letto come un tradimento: come dire che l'acqua santa si è unita al diavolo. Lei cosa ne pensa ?

"Puntare sul progetto Librizzi è stata una scelta quasi obbligata se letta alla luce della volontà di trovare un’alternativa al modo di amministrare di Sindoni, la voglia di cambiamento peraltro è stata dimostrata anche dal risultato elettorale e purtroppo non tutte le componenti del Pdl hanno creduto nella possibilità di un reale cambiamento".

A Renato Mangano e company (Dario Paterniti, Basilio Decembrino) cosa suggerisce di fare ?

"Ogni individuo che sposa il progetto di un grande partito come il Pdl, è una risorsa indispensabile, ma un partito si fonda e cresce con la partecipazione quindi ben vengano nuovi volti e si facciano avanti nuovi aderenti".

Lo strappo con Sanfilippo, Lipari e Carrello pensa si possa ricucire ?

"Io non riesco ad immaginare un Pdl a Capo d’Orlando senza Sanfilippo, Lipari e Carrello. Infine, mi sia consentita una osservazione: è bene ricordare che passato il momento elettorale, si avvia la fase del momento istituzionale, una fase nella quale tutti devono fare la loro parte e magari mettere da parte posizioni ostruzionistiche ma perseguire il bene del Paese, pur mantenendo la propria appartenenza e i propri credo politici".

7-11-2011 08:00

   
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