“I Nebrodi sono sotto attacco”. E’ il grido di allarme lanciato in questi giorni dal Presidente dell’OPAN (Organizzazione Prodotto Allevatori Nebrodi), Giuseppe Frusteri.

“Da due anni – scrive in una nota Frusteri – l’OPAN affronta diversi mercati regionali, nazionali e internazionali. Proprio il successo e la qualità della gamma di prodotti offerta dai Nebrodi hanno comportato una risonanza e conoscenza dell’area dal Canada alla Cina. Tuttavia i continui tentativi di attacchi commerciali hanno reso OPAN, la sua rete commerciale, i suoi partner e l’intero indotto ancora più forti nell’affrontare ogni giorno la scarsa valorizzazione delle produzioni, lo sfruttamento degli allevatori e degli agricoltori. Oggi sono diverse le aziende che si rivolgono a OPAN per aiuti concreti nella commercializzazione dei loro prodotti”.

Il presidente Frusteri sostiene che questo aiuto non possa essere dato “senza che le istituzioni si decidano a tutelare le produzioni e il Brand Nebrodi. Molte aziende sono in ginocchio e costrette a svendere produzioni di eccellenza come prodotti di Suino Nero, Formaggi e Oli. I commercianti vengono sui Nebrodi a fare razia di prodotti pagandoli quattro spiccioli e i produttori non riescono a sostenere le spese di gestione delle loro imprese. Discorsi fatti e rifatti? La soluzione c’è. In questi giorni ho affrontato l’argomento con l’Assessore all’Agricoltura Edy Bandiera e con l’assessore Bernadette Grasso, che vive e ama i Nebrodi come tutti i noi, e mi hanno assicurato che entro la prossima settimana discuteremo sul piano di azione”.

“Diciamo Basta al vedere i Nebrodi su tutte le produzioni o le bancarelle del Mondo senza che vi sia un controllo sull’effettiva origine di questi prodotti. Basta all’uso indiscriminato del nome Nebrodi: è il momento di tutelare il nostro nome. Basta al far parlare dei Nebrodi solo per la parola mafia. Le procedure “antimafia” non hanno  fatto altro che ledere il buon nome delle produzione dei Nebrodi e bloccare i contributi anche agli allevatori sani e onesti. Qualcuno ha voluto che il centro di lavorazioni carni di Galati chiudesse. Qualcuno ha interesse che quel centro non riapra. Bene, è ora che venga riaperto e che questa risorsa torni ai cittadini del territorio. Confido tanto nell’azione concreta di questo governo”.

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