La Prima sezione Penale del Tribunale di Messina ha emesso il dispositivo della sentenza di primo grado che condanna a 5 anni e nove mesi l’imprenditore messinese Andrea Currò e a 6 anni il ragioniere Michele Nigrelli di Mistretta. L’imprenditore e il commercialista erano al centro dell’inchiesta, avviata nel 2012, della Procura di Palermo che aveva preso di mira molti imprenditori che avevano  abbattuto il carico tributario grazie alla contabilizzazione delle false fatture emesse dalle cooperative fantasma.

All’epoca furono sequestrati beni fino a un valore complessivo di 62 milioni di euro che facevano capo a cinque cooperative di trasporto merci su strada. Le cooperative erano di fatto i terminali di una organizzazione criminale, secondo gli inquirenti, che, oltre ad avere emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 120 milioni di euro per consentire ad altre imprese di gonfiare falsamente i costi d’esercizio, forniva uno schermo giuridico a numerosi autotrasportatori

Il proseguo delle indagini coinvolge alcune imprese, che, attraverso verifiche fiscali, risultano nel complesso aver illecitamente esposto a costi fittizi per circa 15 milioni  ed evaso Iva per 3 milioni di Euro. Gli imprenditori vengono immediatamente segnalati alla Procura che dispone il sequestro preventivo in misura equivalente alle imposte evase dei beni nella disponibilità delle prime quattro società segnalate, per un ammontare complessivo di circa 2,6 milioni di euro. Nel dettaglio, sequestrati 9 immobili, di cui un capannone a uso commerciale e disponibilità finanziarie per circa 270 mila euro. Nella prima fase dell’indagine era emerso che tra i maggiori clienti delle cooperative erano comprese diverse aziende appartenenti a «Cosa Nostra»

Nel 2015, l’operazione Dark Truk 2, porta a due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Andrea Currò e Michele Nigrelli. Le Fiamme Gialle di Palermo, nel contempo, danno esecuzione al sequestro preventivo, disposto con la medesima ordinanza, nei confronti di diversi partecipanti a quello che venne definito dalla magistratura “sodalizio criminale”. Altri 28 soggetti vengono ritenuti responsabili dei reati di associazione a delinquere, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessi versamenti IVA, occultamento e distruzione di scritture contabili: Currò Graziella,  in qualità di amministratrice dell’Europa Trasporti S.r.l., società filtro interposta fra la beneficiaria finale del sistema di frode (Currò Trasporti S.r.l., di cui è socia al 35% unitamente al fratello Andrea) e le cooperative palermitane che hanno emesso fatture per operazioni inesistenti, Costanza Giuseppe, in qualità di amministratore della Inlog S.r.l., anch’essa costituita per emettere fatture false alla Currò Trasporti, Sorbera Antonino, Vaccaro Dino, Lipari Alvise Arrigo, in qualità di amministratori della One Service Global S.r.l., anch’essa costituita al solo scopo di emettere fatture false alla Currò Trasporti.

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L’ulteriore soggetto coinvolto nell’inchiesta delle Fiamme Gialle era Leggio Giuseppe, amministratore della Fishy Biziness Ltd, oscura società di diritto inglese acquirente delle quote societarie detenute dai Currò nell’Europa Trasporti S.r.l., al quale è imputata la distruzione della contabilità di quest’ultima, in concorso col ragioniere Nigrelli Michele.

In esecuzione della misura cautelare disposta, furono sottoposti a sequestro disponibilità finanziarie per circa 310mila euro, l’intero capitale sociale della Currò Trasporti S.r.l.2,3 milioni di euro– le quote societarie detenute dagli indagati in ulteriori 7 società, per complessivi 2,9 milioni di euro e 26 immobili (15 terreni e 11 fabbricati ubicati fra Messina, Mistretta, Reitano e Sant’Agata di Militello) per un valore catastale complessivo di circa 250mila euro. Il valore stimato è di circa 5,8 milioni di euro.

Il dispositivo della sentenza di primo grado, emessa lo scorso 17 ottobre, oltre a condannare l’imprenditore messinese Andrea Currò e il ragioniere Michele Nigrelli, ritenuti capo e organizzatore della frode, condanna Giuseppe Leggio ad un anno e 6 mesi, Giuseppe Costanza a 2 anni e 6 mesi, Dino Vaccaro ad un anno e 1 mese, Alvise Arrigo Lipari a 2 anni, Antonino Sorbera a 2 anni e 4 mesi. Si attendono le motivazioni che dovrebbero essere depositate entro 90 giorni.