domenica - 04 dicembre 2016
 
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Parco dei Nebrodi, Antoci: “L’operazione Terre emerse conferma le mie denunce”

Operazione Terre Emerse
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Proseguono in Sicilia le operazioni legate allo smantellamento di sodalizi criminali dediti alle truffe, al falso ed al riciclaggio nell’ambito dell’agricoltura.
“Terre emerse è l’ultima operazione che, nei giorni scorsi, ha coinvolto con una serie di ordinanze cautelari diversi personaggi a vario titolo. Per il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, si tratta della conferma della lotta alla mafia dei pascoli.

Sull’argomento, emerso grazie alle pressioni esercitate da Antoci che ha fortemente voluto la firma di un protocollo d’intesa con il Prefetto di Messina Stefano Trotta contenente specifiche linee guida per contrastare i tentativi di infiltrazione mafiosa nelle procedure di concessione a privati di beni compresi nel territorio del Parco, si registra adesso forte attenzione.
Già qualche settimana fa l’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao, Movimento 5 Stelle, intervenendo a Strasburgo sulla scia delle rivelazioni raccontate dal reportage “Fondi rubati all’agricoltura” vincitore del Premio Morrione, sezione giovanile del premio Ilaria Alpi e trasmesso da Rainews – aveva denunciato l’insostenibilità della situazione. Come dichiara Corrao “per accaparrarsi i fondi la mafia truffa e usa violenza. Gli agricoltori sono costretti con la forza a cedere terreni e in Sicilia esistono sindaci sotto scorta come Fabio Venezia, primo cittadino di Troina e Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi”.

Giuseppe Antoci, da due anni alla guida del Parco dei Nebrodi, ha da subito segnalato il vorticoso giro di somme di denaro in mano alle associazioni mafiose, e per questo motivo si trova attualmente sotto scorta,recentemente rafforzata con auto blindate. Nel commentare la notizia, dichiara che “occorre avere fiducia nelle Istituzioni e denunciare senza indugi. Sono consapevole della libertà tolta, sia a me che alla mia famiglia, ma sono pienamente convinto che ne sia valsa la pena. L’esperienza del protocollo d’intesa firmato a Messina è unica in Italia ed è stato sottoscritto con_ l’obiettivo di ridare terreni e lavoro ai siciliani onesti, per finanziare i lavoratori e non la criminalità organizzata”.

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