“Un circolo per pochi intimi”. E’ l’autocritica che i dirigenti del Partito democratico di Sant’Agata Militello nella lettera che oggi hanno inviato agli organismi di partito a livello regionale. Biagio Oriti, storico militante, dirigente provinciale e regionale e segretario di zona della CGIL, Nicola Marchese, componente dell’Assemblea nazionale del Pd in quota Giachetti e coordinatore di #sempreavanti per Messina e provincia, e Alessandro Corrao evidenziano l’immobilismo del locale circolo.

“Dopo anni di commissariamento della Federazione Provinciale del Partito Democratico di Messina, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 – srivono in una nota – anche Sant’Agata di Militello aveva finalmente celebrato il proprio Congresso Cittadino. Dopo alcuni mesi di intenso e partecipato lavoro dei nuovi organi, il 07 dicembre 2018 il coordinamento eleggeva, questa volta a maggioranza, un nuovo coordinatore nella persona del sig. Giuseppe Puleo. Da quel giorno ad oggi, trascorsi sei mesi, non si è più tenuta una sola riunione di Coordinamento; il Presidente Canonico ha negato la richiesta e dovuta convocazione dell’Assemblea degli iscritti; non si ricorda una sola iniziativa politica di rilievo diversa dalle circostanze elettorali. Il 12 marzo 2019, sono giunte le dimissioni del Coordinatore Puleo, accompagnate da dichiarazioni rilasciate alla stampa locale per certi versi allarmanti e per altre incomprensibili (come le accuse di “slealtà e di mancanza di rispetto delle regole da parte di alcune componenti del circolo locale”, in relazione alle primarie del 3 Marzo 2019, da lui stesso gestite unitamente alla segretaria provinciale). Dal 07 dicembre dello scorso anno insomma, il Circolo del Partito Democratico è tornato ad essere un “giocattolo” per pochi intimi. Nessuna occasione di confronto e di dibattito. Opacità di gestione e nessuna iniziativa concreta da parte del Circolo ad eccezione di due incontri con i candidati al parlamento Europeo Caterina Chinnici e Pietro Bartolo (quest’ultimo passato sotto silenzio, senza nessuna comunicazione preventiva alla comunità e di fatto aperto solo ad una corrente ben chiara del partito locale). Abbiamo più volte posto l’accento sulla necessità che il Circolo fosse un luogo di reale confronto e di crescita democratica. Finora questa elementare esigenza degli iscritti e della comunità Santagatese è stata negata. Ragioni incomprensibili spingono la “maggioranza” del circolo a chiudersi a riccio senza accogliere come una risorsa e non come un problema idee e contributi diversi dal “mainstream” di questi ultimi quindici anni santagatesi. Crediamo che un Circolo del PD debba essere una comunità caratterizzata da identità politico culturale (qui seriamente compromessa anche nella dirigenza locale) e dotata di capacità di confronto al proprio interno; rispettosa delle minoranze e capace di aprirsi alla società, rigenerandosi.

Da anni invece la proposta politica è asfittica, sostanzialmente ed evidentemente retta sul piano personale; una costruzione monolitica, povera di idee e contributi e pertanto fragile di fronte a una realtà sociale, anche a livello locale, sempre più complessa e frammentata. Il Circolo è, di fatto, esclusivamente, il contenitore del dissenso più eterogeneo verso l’avversario politico locale e non invece una comunità di donne e uomini uniti da idee e da un percorso politico scevro da contrapposizioni e risentimenti personali. Ci preoccupa anche la gestione del tesseramento 2019 (dopo alcuni “depennamenti punitivi”), di cui allo stato non sappiamo nulla per essendo membri del coordinamento.

Chiediamo che agli organi in indirizzo che venga affrontata la situazione del Circolo Santagatese; che venga sollecitato l’attuale coordinatore sig. Giuseppe Puleo a convocare finalmente dopo sei mesi una riunione di coordinamento, anche solo per prendere atto delle dimissioni ed eleggere, nel rispetto di Statuti e Regolamenti, un nuovo coordinatore. Chiediamo che venga sollecitato il Presidente Canonico ad accogliere le richieste di convocazione dell’Assemblea degli iscritti aperta alla città, affinché il Circolo locale provi a uscire dall’isolamento e da questa ostentata autoreferenzialità che sta lentamente ma drammaticamente facendo assottigliare il consenso che il Partito Democratico raccoglie ad ogni competizione elettorale.

Tanto più nell’attuale momento difficile e delicato per il Paese; in cui ormai è lecito aspettarsi il voto politico anticipato che troverebbe la nostra comunità del tutto impreparata ad una impegnativa e serrata campagna elettorale” – concludono i tre dirigenti santagatesi.

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