E’ polemica fra i democratici di Sant’Agata Militello. Dopo la nota dei dirigenti Biagio Oriti, Nicola Marchese e Alessandro Corrao che in una lettera agli organi del Partito Democratico regionale accusavano di immobilismo il locale circolo, arriva la replica del vice segretario Salvatore Mezzopane.

Di seguito il testo integrale della risposta di Mezzopane:

“La mia lunga militanza sin dal nascere del PD ma ancor prima in seno al Pci, Pds e Ds non mi possono lasciare né indifferente  e nemmeno non indignato per la scomposta conclusione cui sono giunti alcuni pochissimi componenti facenti parte del Coordinamento del locale Circolo del Pd col documento  dei tre. Loro che affilerebbero le armi contro quelli che loro  identificano in “intimi” ma che, invero , se intimi  vi sono, sono proprio loro con una condotta mai sospesa di disturbo ad un normale funzionamento degli organi di partito  che esistono, e sono quelli in cui per diverso tempo indisturbato ha vissuto il compagno Nicola Marchese, anch’egli eletto ad  unanimità ma senza che si siano assolutamente visti quei cambiamenti di passo che si rivendicano. Anzi! Ora con un attacco smisurato inopportuno e affidato ,più che ad una dialettica interna anche aspra, mercé una sorta di protagonismo  contestatorio, ai social. Se poi si soggiunge che uno dei firmatari è solo noto a tutti nel partecipare  alle pochissime sedute per le elezioni del coordinamento, mi pare che siamo proprio  dinnanzi al tentativo “maldestro”di non solo infrangere le più elementari regole ma di spingersi verso una minoranza  volta solo ad offendere, qualcuno a denigrare, e bloccare, pur non riuscendoci, il percorso avviato verso il rafforzamento politico di risorse volte a dare spazio a chiunque volesse dare un contributo di idee e di partecipazione in questa Comunità. Non meno grave ancora che tra i firmatari v’è  un eletto nell’Assemblea nazionale del Pd proprio nella persona di Nicola Marchese. Egli sa bene che non ho lesinato di esprimere più di una volta  le mie lagnanze perché si andasse meglio ed insieme ma sempre lungi  da me nel fare attacchi o di sprigionare offensive, ma ad affrontare con l’impegno  e la costanza mantenuta  il buon modo di stare dentro un Partito. Nel Partito, che è di tutti, dove a tutti è consentito di entrare, di partecipare, di crescere ed anche di criticare, a nessuno è consentito di fare azioni di frazionismo o peggio. La minoranza rivoltata contro la maggioranza. Quando pur nella diversità  queste due anime potevano e dovevano convivere. Chi preferisce lo scontro si assume la responsabilità anche quella d’aver scelto  la strada della più  palese e mirata contrapposizione. Quo vadis? Resto convinto più di prima  che proprio in questo momento , vi è la forte necessità  nella nostra Comunità, di fare quadrato  sull’attuale Amm.ne,  sia come partito sia come rappresentanza consiliare  di minoranza con i nostri 4 consiglieri di cui  due donne, che non hanno mancato e non mancano di dare le giuste stoccate in termini di interrogazioni, mozioni e attività  ispettive. Anche qui appare nebulosa  l’affermazione  che il Partito è solo rivolto  allo scontro  con la compagine avversaria ,quasi che si volesse dire di non dovercene occupare e stare allo stallo in attesa di chissà  quali  grandi cambiamenti. Neppure vanno dimenticati sia  il risultato elettorale ultimo  anche a livello locale quanto  quello provinciale ,tra i migliori della Sicilia. Certamente  aprendoci ad un confronto  con iniziative di largo respiro  e cioè, a ripetermi,  di partecipazione  pubblica. Questo è l’obiettivo  da raggiungere  è non è impossibile ,guardando  anche il quadro  politico regionale e nazionale, che non ha né storia né futuro. Il Partito Democratico è la vera forza, superando errori del passato ad essere guida  del Paese con le forze riformiste ,la società civile e i giovani. La vera sfida  a me sembra proprio questa, non vedo altri percorsi e ,quindi, lavorare per essere alternativi”.

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