Il “Ponte Migaido” rischia, seriamente, di crollare. Lo affermano i tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina che, unitamente al personale dell’ufficio tecnico del Comune di Pettineo, hanno effettuato, nei giorni scorsi, un sopralluogo dal quale hanno avuto modo di accertare le precarie condizioni di stabilità dell’intera struttura. Una condizione determinata dall’incuria, del disinteresse degli Enti e della scarsa tutela del patrimonio territoriale che, nel passato, qualche chilometro più a valle, hanno seminato distruzione con la perdita data dal crollo di un altro gioiello architettonico: il “Ponte Ruggieri” di Tusa.

Il Ponte Migaido, che si può apprezzare percorrendo la Strada Provinciale 176 tra Pettineo e Castel di Lucio, è una costruzione unica nel suo genere, frutto del progetto dell’architetto siciliano Giovanni Battista Vaccarini (1702-1769) uno degli esponenti del Barocco siciliano, attivo nella ricostruzione post sisma del 1693.

La straordinaria opera architettonica per diversi secoli ha costituito un’importante arteria di comunicazione, ma, attualmente, veste in uno stato di degrado e abbandono determinati dall’inerzia e dall’indifferenza. Indifferenza che fa a pugni con concetti come la salvaguardia, conservazione e valorizzazione su cui si basa la tutela del patrimonio e dalla quale dovrebbe risaltare una giudiziosa amministrazione dei beni, poiché proprio dalla loro promozione passa lo sviluppo e l’incentivazione della cultura.

Oggi, a quanto pare, di questo bene storico dall’alto pregio architettonico nessuno è proprietario. Sembra essere rientrato nei relitti stradali provinciali su cui, stranamente, nessuno pare avere competenze. Ciò ha spinto il sindaco di Pettineo, Domenico Ruffino, ad attivarsi consultando Agenzia del Demanio, Soprintendenza ai Beni culturali di Messina, Demanio Trazzerale, Demanio Fluviale e Città Metropolitana di Messina, al fine di poter, in qualche modo, avere una risposta chiara che darebbe il via alla ricerca di una soluzione atta a scongiurare un inevitabile e disastroso crollo con la conseguente perdita di un bene d’inestimabile valore storico e strutturale.

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Dallo stesso primo cittadino pettinese apprendiamo che, assieme alla sua squadra, sta valutando di portare al vaglio del Consiglio comunale l’ipotesi di acquisire la straordinaria opera architettonica quale patrimonio dell’Ente. ” Il resto – commenta Ruffino – cercheremo di farlo di concerto con gli organi competenti, redigendo un progetto di recupero da inserire, velocemente, in qualche programma di recupero e sviluppo territoriale”.