Implementare il verde urbano piantando un albero per ogni nuovo nato o per ogni bambino adottato. Non si tratta di una lodevole iniziativa o proposta innovativa, degli amministratori del Comune di Pettineo, ma di un vero e proprio obbligo previsto da una legge che l’Organo di governo, capeggiato dal primo cittadino Domenico Ruffino, ha diligentemente attuato.

Sei alberi di ulivo quanti sono i bambini nati nel 2018 nel piccolo centro dell’entroterra tirrenico: Leonardo, Martina, Melania, Agnese, Joshep e Antonino.  Ad istituire l’obbligo di piantare un albero per ogni nuovo nato era stata, in prima battuta, la Legge Cossiga-Andreotti n. 113 del 29 gennaio 1992, allo scopo di realizzare aree verdi cittadine e contrastare il disboscamento. I Comuni, secondo il dictum legislativo, avrebbero dovuto provvedere, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale. Un provvedimento “rinnovato” a opera della legge n. 10 del 14 gennaio 2013, entrata in vigore il 16 Febbraio dello stesso anno, la quale ha anche introdotto prescrizioni per la tutela degli alberi monumentali e ridefinito la Giornata Nazionale dell’Albero celebrata il 21 novembre allo scopo di valorizzare la tutela del patrimonio arboreo e boschivo italiano.

A Pettineo, nella giornata di ieri, con una bellissima cerimonia, alla quale hanno partecipato genitori e bimbi, sono stati messi a dimora sei piccoli bonsai di ulivo, caratteristici del territorio, con tanto di targhetta sulla quale è stato riportato il nome di ciascun nato nel 2018. Un gesto concreto che ha come fine ultimo non solo quello di aiutare il nostro Paese dal punto di vista ambientale, ma anche di sostenere lo sviluppo di luoghi di ritrovo e benessere per genitori e i bambini.

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“Un importante ed indispensabile passo in avanti verso l’istituzione di una nuova politica basata sulla sostenibilità ambientale – afferma Angelo Giglio, assessore comunale con delega alla famiglia. Un piccolissimo segnale, che arriva da un piccolissimo paese, che si prefigge, e contribuisce, a tutelare il Pianeta e a renderlo un posto migliore. Un posto migliore – conclude Giglio – con più alberi, più verde e più bambini”.