martedì - 21 novembre 2017
 
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A Piraino la Terrazza d’autore: oggi protagonista Giacomo Di Girolamo e il suo libro su Matteo Messina Denaro

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Secondo appuntamento oggi, alla Guardiola di Piraino, con il progetto culturale “Terrazza d’Autore – pensieri & parole controvento”, ideato da una rete di associazioni (Cesas Onlus di Brolo, Associazione SAKBE di Brolo, ASSOCIAZIONE NETWORK e associazione ANNIBALE LO BIANCO entrambe di Galati Mamertino). L’inizio è al tramonto, alle 19.30, con un ospite d’eccezione, il giornalista e scrittore, Giacomo Di Girolamo famoso per i suoi libri e le inchieste sulla mafia. Di Girolamo sarà protagonista con un interessante ed originale monologo dal titolo “Dove sei Matteo? Storie e tarocchi del latitante Messina Denaro”, che racconta il suo libro “l’invisibile” Edito da “Il saggiatore”.

Un incontro in esclusiva, da non perdere. A conclusione, con un piccolo contributo, è previsto un aperitivo con prodotti a km zero dei Nebrodi, curati e selezionati dall’Associazione “Terra Mare”. Intensa partecipazione, sabato scorso, per la prima iniziativa della kermesse culturale Terrazza d’Autore. Pensieri e parole controvento, patrocinata dal Comune di Piraino e organizzata dalle associazioni Cesas e Sakbe di Brolo, e Network e Annibale Lo Bianco di Galati Mamertino. Nella suggestiva cornice della guardiola di Piraino, uno spazio sospeso nel cielo, si è parlato di inferno, o meglio di mutamento. Ospite d’eccezione, infatti, è stato il giornalista del Sole 24 Ore, Nino Amadore, che ha presentato il suo volume Il Mutamento. Le mafie hanno davvero cambiato pelle?

A moderare l’incontro Luciano Armeli Iapichino, scrittore e collaboratore di Antimafia Duemila. Oltre al sindaco, Maurizio Ruggeri, che ha portato i saluti è intervenuto Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi. Armeli ha focalizzato, in premessa, la definizione di zona grigia, ovvero di quel macrocosmo di professionalità, “istituzioni” e imprenditori a servizio di Cosa Nostra, che aiuta le consorterie criminali a capitalizzare flussi di denaro eludendo i labirinti della burocrazia. Ha delineato, altresì, la mappa della criminalità organizzata nebroidea, la mattanza impunita, il decalogo dei reati, riferendosi, anche, all’inquietante operazione Gamma Interferon condotta dalla squadra del Commissariato di Polizia di Sant’Agata Militello.

Nino Amadore ha spaziato, con esempi chiarificatori, sul rapporto tra zona grigia, mondo criminale e normativa di riferimento. “È evidente, secondo l’autore, che la strategia imprenditoriale-mafiosa è cambiata e non solo grazie al fenomeno dell’inabissamento fortemente voluto da Provenzano ma anche per la comprensione, da parte di mafiosi e colletti bianchi, dei limiti di quella che comunque resta la migliore impalcatura normativa antimafia del mondo”. Citati, tra gli altri, Pio La Torre e Franco Roberti, con riferimento alle misure di prevenzione e all’efficacia dell’art. 416 bis, quest’ultimo, forse, meno incisivo rispetto al passato nel contrastare le mafie liquide. I professionisti a servizio della mafia possono essere un esercito e il rapporto che li lega è “paritetico”: questa la vera forza della collusione.

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Giuseppe Antoci, che ha manifestato profonda stima per Amadore – un’amicizia, la loro, nata già da qualche tempo con un semplice gioco di sguardi in un ufficio palermitano – ha tracciato le direttive temporali (passato, presente e futuro) dei Nebrodi, sull’attività svolta e quella ancora da fare. Il Protocollo Antoci, efficace strumento di contrasto al business delle agromafie, ha varcato i confini regionali ed è quasi legge nazionale. Un risultato che invita a guardare positivamente per il futuro di un territorio che ha tanto ancora da dire e da esprimere. I successi conseguiti, inoltre, non vanno personalizzati ma gestiti nell’ottica di un mosaico in cui ognuno, tessera tra le tessere, può e deve fare la sua parte. E ancora, con riferimento agli incendi, “questa gente non ha capito che bruciando gli alberi toglie il futuro ai propri figli e ai figli dei propri figli”. Un duro affondo, anche, contro chi non tutela, nel ruolo di controllore, la salute dei cittadini, con riferimento alla commercializzazione e alla macellazione clandestina. Il Presidente del Parco ha manifestato la sua stima a Daniele Manganaro, Dirigente del Commissariato di Sant’Agata Militello.

Intensi gli interventi dal pubblico che ha manifestato gradimento per l’iniziativa e interesse per le tematiche affrontate.

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