martedì - 12 dicembre 2017
 
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Richiesto l'intervento del sindaco Sottile

Porto di Sant’Agata, Cisl lancia l’allarme: “Impensabile perdere i fondi”

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In gioco c’è il destino di un’opera strategica non solo per Sant’Agata Militello, ma per lo sviluppo di tutto il comprensorio dei Nebrodi. La Cisl di Messina e la Filca Cisl provinciale, la Federazione dei lavoratori edili, manifestano oggi la preoccupazione che “l’opera possa essere bloccata, o addirittura perdere completamente il finanziamento”, sottolineano il segretario generale Tonino Genovese e quello provinciale degli edili, Giuseppe Famiano.

Il nuovo iter per la ripresa dei lavori avviato nel 2010 con la gara d’appalto sembrava essere destinato a essere completato con tutti i pareri favorevoli degli organi preposti. Invece la sentenza Sigenco rischia di annullare tutto il lavoro fatto. “La nostra preoccupazione – sottolineano Genovese e Famiano – è quella di vedere un’altra incompiuta ma anche perdere una grande occasione per dare respiro all’occupazione del settore nella zona. Il completamento del porto, infatti, avrebbe impiegato, tra collocamento diretto e indotto, un centinaio di lavoratori”.

Tutto passa adesso nelle mani dell’Amministrazione comunale. “Il sindaco – concludono i rappresentanti di Cisl e Filca – ha una grande responsabilità perché può e deve intervenire in autotutela per evitare di perdere il finanziamento e per completare l’opera. Grande responsabilità, però, in questo delicato momento, riteniamo abbia anche la classe politica che deve supportare una soluzione che vada ad interesse della comunità e dei lavoratori. Come sindacato siamo pronti a confrontarci e sostenere qualsiasi iniziativa che vada in questa direzione”.

AGGIORNAMENTO

“Nessuno stop all’iter per l’avvio dei lavori di completamento del Porto dei Nebrodi di Sant’Agata Militello”, afferma  il Responsabile unico del Procedimento (Rup) Basilio Ridolfo, a seguito del pronunciamento della sezione civile del Tribunale di Palermo , specializzata in tema d’impresa, che ha ritenuto illegittima la cessione del ramo d’azienda, avvenuta nel 2012,  tra l’impresa aggiudicataria dell’appalto Sigenco e la Cogip. “ Quanto esposto dal Tribunale delle Imprese- precisa l’ingegnere Ridolfo- è un provvedimento dichiarativo, non esecutivo,  peraltro non definitivo, appellabile e quindi l’ufficio del Rup, ritiene che salva diversa determinazione della competente amministrazione comunale, guidata dal sindaco Carmelo Sottile, si andrà avanti. Si procederà sino all’emissione della sentenza definitiva, poiché l’interesse pubblico coincide con l’avvio rapido dei lavori , atteso che le somme oggetto di finanziamento, sono disponibili sino al 2020”. “La mia  determinazione- conclude il Rup Ridolfo- è dunque quella di procedere nel percorso che da qui a poche settimane ormai potrà condurci ad avviare i lavori salvo una diversa determinazione dell’amministrazione comunale che è legittimata, eventualmente, a porre in essere un provvedimento in autotutela”. Nei giorni scorsi Ridolfo infatti si è recato a Palermo per definire le pratiche legate all’ultimo step necessario per l’inizio dei lavori,  la verifica dell’ottemperanza, ossia un provvedimento di competenza dell’assessorato regionale Territorio ed Ambiente, che consiste nell’invio, da parte del Rup , di una relazione nella quale vengono dimostrate che tutte le prescrizioni che sono state rilasciate in sede di trasmissione del parere via Valutazione ambientale strategica (Vas), sono state ottemperate, sicchè l’assessorato dovrà meramente prenderne atto. Lo scorso 22 settembre era stato rilasciato il parere favorevole dell’ufficio del Genio Civile di Messina  riguardante la conformità delle opere in cemento armato e di quelle idrauliche di deviazione del Torrente Alessi previste in progetto.

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