domenica - 24 settembre 2017
 
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Pro Loco Galati Mamertino, grande successo per “Un libro sotto l’albero”

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Si è concluso con un bilancio ampiamente positivo il primo ciclo di iniziative promosso dalla Pro Loco Galati Mamertino, che a poche settimane dalla sua costituzione ha saputo dare spazio alle tradizioni, alla cultura e all’enogastronomia galatese, grazie anche alla condivisione dell’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Nino Baglio.

Dalla presentazione ufficiale dell’Associazione tenutasi l’11 agosto nella sala convegni di località Contura, allo spettacolo di musica popolare del 16 agosto nell’incantevole scenario della Chiesa San Luca, con il coinvolgimento di tutti gli artisti locali che “cantano” le tradizioni e la storia orale galatese, per sfociare ad “un libro sotto l’albero”, manifestazione che ha avuto come protagonisti quanti scrivono “da e per Galati”: dal 18 agosto al 22 agosto, un fitto calendario di incontri culturali, con la presentazione di diversi volumi, ha infatti riunito poeti e narratori locali che hanno dato e danno lustro a Galati Mamertino.

Spazio pertanto agli scrittori galatesi, che hanno offerto un saggio della loro produzione in una serata moderata dal prof. Antonio Baglio, storico dell’Università di Messina e da Milena Romeo, dell’Associazione Antonello da Messina, per poi passare nelle giornate successive alla presentazione dell’ultimo libro di Nino Amadore, giornalista del Sole 24 Ore, Il Mutamento: la mafia ha cambiato volto?, del romanzo storico del prof. Vincenzo Biancalana, docente dell’Università di Urbino, dal titolo Il Barbiere di Galati, e delle raccolte di racconti di Cristiano Parafioriti, galatese trapiantato a Ponte Tresa, Era il mio paese e Sicilitudine.

“Un viatico importante per la Pro Loco Galati Mamertino – dichiara il presidente Calogero Emanuele – che  mira a rilanciare e riportare ai vecchi fasti  un paese montano, nel cuore del parco dei Nebrodi, ricco di tradizioni, patrimonio artistico e culturale che, tra i tanti,  ha dato i natali al poeta Nino Ferraù”.

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“Dobbiamo recuperare il tempo perduto – conclude Calogero Emanuele – e soprattutto dobbiamo riappropriarci di quelle iniziative che negli anni passati hanno rappresentato un punto di riferimento per la comunità galatese ma anche per la nostra Sicilia e la nostra Italia”.

 

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