Il Parco dei Nebrodi si costituirà parte civile nel processo Gamma-Interferon, sulle presunte frodi alimentari avvenute sul territorio nebroideo. La decisione è stata approvata dal Comitato Esecutivo dell’Ente, presieduto da Luca Ferlito, nel corso della seduta di ieri.

L’operazione “Gamma Interferon” scattò il 14 dicembre 2016, eseguita dalla polizia del Commissariato di Sant’Agata Militello, e portò a 41 rinvii a giudizio. A tutti gli imputati sono contestati, a vario titolo, reati che vanno dal furto all’uccisione di animali, dalla ricettazione alla adulterazione, detenzione e commercio di sostanze alimentari nocive, dalla diffusione di malattie infettive alla truffa ai danni dell’Agea (alcuni dei capi di imputazioni sono però caduti già in questa fase). Tra gli accusati anche alcuni dei veterinari in servizio presso il dipartimento Asp di Sant’Agata Militello, accusati di omissione nei controlli sanitari e falsificazione di atti d’ufficio. 

“La delibera – spiega una nota del Parco – è stata adottata per difendere l’immagine dell’Ente nel processo che si aprirà il 26 ottobre a Patti e per tutelare le eccellenze agroalimentari del territorio, in difesa della salute dei consumatori”.

“Doverosa l’azione dell’Ente sia nell’interesse dei consumatori che del territorio che, nel comparto agro-alimentare registra una leva di sviluppo, garantendo al contempo occupazione e qualità della vita” – commenta Luca Ferlito, Commissario dell’Ente Parco dei Nebrodi.

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