La maggioranza consiliare del Comune di Sant’Agata Militello ha approvato ieri sera il bilancio di previsione 2018/2020 la delibera di ricorso al piano di rientro finanziario pluriennale. Protesta la minoranza che, con i consiglieri comunali dell’opposizione Melinda Recupero, Carmelo Sottile, Giuseppe Puleo e Nunziativa Starvaggi, ha abbandonato l’aula per non votare e parla già di possibile dissesto dell’Ente.

“Dopo che il giorno prima la maggioranza aveva disertato i banchi dell’aula consiliare – scrivono i consiglieri in una nota – ieri sera la nuova seduta del consiglio comunale di Sant’Agata Militello nel corso della quale la maggioranza ha approvato la delibera di ricorso a piano di rientro finanziario pluriennale senza che sia stato prima ratificato un disavanzo dato dal “disequilibrio strutturale” debitorio nel bilancio previsionale 2018 /2020, e, dunque, l’impossibilità per l’Ente di far fronte alla cospicua massa debitoria con i mezzi ordinari; “disequilibrio strutturale” che, secondo quanto ampiamente acclarato da sentenze della Corte dei Conti e della Corte Costituzionale, costituisce, invece, il presupposto fondamentale affinché si possa ricorrere allo strumento straordinario della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Subito dopo si è proceduto all’approvazione della delibera per il ricorso alla procedura del piano di riequilibrio, senza che sia stato soddisfatto il presupposto preliminare dato dall’approvazione di un bilancio che cristallizzi lo stato di disequilibrio o  di disavanzo dato dai debiti fuori bilancio e, soprattutto, con un bilancio previsionale 2018/2020 approvato, che prevede spese correnti e di investimenti che non sembrerebbero coerenti proprio con lo stato di un comune in predissesto che ricorre, per tale motivo,  alla procedura di  riequilibrio finanziario pluriennale”.

“La Corte dei Conti, alla quale la minoranza consiliare ha segnalato la questione – prosegue la nota –  valuterà la bontà della scelta effettuata dalla maggioranza che pare, oggi, essere finalizzata solo a svincolarsi dall’obbligo di fare fronte alle obbligazioni debitorie rinviando, di fatto, il pagamento dei debiti del Comune a cominciare da questo esercizio finanziario. La modalità con cui è stato approvato il bilancio ed il ricorso al PRFP (Piano di riequilibrio finanziario pluriennale) non ha convinto i consiglieri di minoranza, che non hanno voluto prendere parte al voto in quanto in palese contraddizione con la logica e le direttive della Corte dei Conti, organo deputato alla legittimazione degli atti in tema di bilanci finanziari”.

“Dunque  – spiegano i consiglieri di opposizione – il Documento unico di programmazione e bilancio di previsione approvati dalla maggioranza consiliare senza che sia stata fatta preventivamente alcuna ricognizione della massa debitoria e senza avere inserito nel bilancio previsionale 2018/2020 nessuno dei debiti certi da riconoscere (gran parte dei quali ereditati dalle amministrazioni 2004-2009 e 2009-2013 dell’attuale sindaco Mancuso) e precisamente debiti certi per un importo pari a 3 milioni e 750 mila euro: 2,200 milioni di sentenze da venti anni a questa parte, 800.000 euro di parcelle legali  di oltre 5 anni  fa e 500.000 euro per somme urgenze fatte negli ultimi anni perché con i fondi del bilancio si sono dovuti pagare 1,8 milioni di debiti fuori bilancio delle pregresse amministrazioni). La mancata ricognizione debitoria è stata giustificata dalla impossibilità della chiusura del bilancio in pareggio, qualora i debiti  fossero stati inseriti”.

“Il ricorso al piano di riequilibrio – conclude l’opposizione consiliare – produrrà la sospensione di tutte le procedure di esecuzione da parte dei creditori per molti mesi e nel frattempo i debiti aumenteranno grazie alla maturazione di nuovi interessi con il rischio di generare contenziosi ed un possibile dissesto finanziario  del comune”.

Replica l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bruno Mancuso. “La maggioranza consiliare, a cui va senza dubbio ascritto questo risultato, ha lavorato in perfetta e costante sinergia con l’amministrazione comunale – commenta l’assessore al bilancio Antonio Scurriadimostrando oltre ad una grande compattezza politica anche un forte senso di responsabilità nel ricorso alla procedura di riequilibrio, nell’ottica del necessario risanamento finanziario dell’Ente, oggi non più rinviabile stante la mole di debiti fuori bilancio derivanti dalle passate gestioni. Nessuna irregolarità è stata riscontrata nel procedimento amministrativo dagli uffici finanziari del comune o dal collegio dei revisori dei conti sulla procedura seguita, rigorosamente rispettosa delle apposite linee guida stabilite dalla Corte dei Conti”.

 

Leggi anche:  Sant’Agata, Comune parteciperà al bando per la messa in sicurezza degli edifici