Un 29enne di Santo Stefano di Camastra, G.S., è stato fermato ed arrestato, lo scorso martedì sera, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mistretta, mentre passeggiava lungo la via Vittoria, nei pressi dell’ufficio postale e tradotto nella caserma della città amastratina per la formalità di rito, in esecuzione di una ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Patti,. Andrea La Spada, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per i reati di morte come conseguenza di altro delitto e detenzione e cessione di sostanza stupefacente.

Il provvedimento è stato emesso sulla base delle risultanze acquisite dai Carabinieri di Mistretta, su delega del Sostituto Procuratore della Repubblica di Patti Alice Parialò, a seguito del decesso di un 23enne di nazionalità marocchina, dimorante in Santo Stefano di Camastra, avvenuto all’ospedale di Mistretta il 4 dicembre scorso.
Dalle risultanze investigative, il soggetto raggiunto dal provvedimento risulta essere l’autista della Fiat Panda che il 3 dicembre 2018, intorno alle 21, perdeva il controllo del mezzo che finisce per ribaltarsi, a bordo strada, sulla S.P. 169 bis, che collega il centro stefanese al santuario del Letto Santo. A seguito dell’incidente, ma non per circostanze legate allo stesso, perde la vita un giovane marocchino di 23 anni, Ayoub Elmaazouzi che, insieme ad un terzo soggetto, anch’egli di nazionalità marocchina, ma residente a Sant’Agata di Militello, si trovava a bordo dell’auto.

Ayoub Elmaazouzi muore nei locali del Pronto Soccorso del nosocomio amastratino, intorno alle 5:30 del mattino, dov’era stato trasportato con un’ambulanza del 118. Morte alla quale i sanitari istantaneamente non riuscirono a dare una spiegazione dettagliata, poiché sui i soggetti presi in carico, a seguito di incidente stradale, erano state effettuati solo accertamenti atti a rilevare complicanze di natura traumatica. La diagnosi medica: “arresto cardio-circolatorio”. L’amico marocchino residente a Sant’Agata, scioccato dalla notizia della morte del connazionale, all’epoca dei fatti, racconta ai sanitari del pronto soccorso, ancora increduli, che prima dell’incidente, presso l’abitazione del giovane cittadino marocchino, sia il connazionale deceduto che G.S., avevano consumato alcolici, psicofarmaci e marijuana.

Leggi anche:  Costituita ufficialmente la Consulta dei Nebrodi

Successivamente, emerge dall’indagine condotta dai militari dell’Arma, che tutti e tre, i due giovani di origine marocchina e il giovane stefanese, sono usciti di casa per fare un giro in auto durante il quale, proprio quest’ultimo, mentre si trova alla guida dell’autovettura, assume del metadone offrendone anche agli altri due passeggeri. A seguito della morte del giovane 23enne marocchino, il magistrato investito dal caso, dispone l’autopsia che venne effettuata dal medico legale di Messina incaricato dal tribunale di Patti, nella mattinata del 7 dicembre, (3 giorni dopo) nella camera mortuaria del nosocomio amastratino.

Dall’esito dell’esame autoptico viene fuori che Ayoub Elmaazouzi sarebbe morto proprio in virtù dell’assunzione di metadone: un narcotico sostituto di sintesi dell’eroina ed un analgesico di potenza paragonabile a quella dell’eroina stessa. Per i reati di “morte come conseguenza di altro delitto e detenzione e cessione di sostanza stupefacente” viene ritenuto responsabile il 29enne stefanese G.S. che, arrestato, è stato condotto presso la propria abitazione e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.