martedì - 12 dicembre 2017
 
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Rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo

Stalking, condannato a cinque anni un 35enne di Randazzo

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Condannato a cinque anni di reclusione un trentacinquenne di Randazzo per il reato di stalking ai danni dell’ex compagna. Il giudice del Tribunale di Patti Eleonora Vona, ha emesso sentenza di condanna  a 5 anni di reclusione, pena più alta rispetto alla richiesta della pubblica accusa, con la permanenza in carcere, nei confronti di G.C., difeso dagli avvocati Laura Todaro  e Giovanni Fisauli. Il pm, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi.

La vittima, 37 anni , residente a Torrenova , originaria di San Marco d’Alunzio, costituita parte civile  nel processo, è stata difesa dall’avvocato Carmelo Occhiuto. L’imputato è ristretto nel carcere Pagliarelli di Palermo, dallo scorso 6 febbraio.

I carabinieri della compagnia di Sant’Agata Militello trassero in arresto l’uomo, per il quale era già stato disposto il divieto di avvicinamento alla vittima ed ai luoghi da questa frequentati, in esecuzione della misura cautelare disposta dal Gip Aliquò, per i reati di atti persecutori , violazione di domicilio e danneggiamenti seguiti da incendio sempre nei confronti dell’ex, difesa dall’avvocato Carmelo Occhiuto. In quell’occasione, lo scorso luglio, il giovane fu sorpreso in flagranza nel compimento di gravi atti all’interno dell’abitazione dell’ex fidanzata. Già denunciato dalla vittima per atti persecutori e danneggiamenti alla propria automobile, al diniego della donna  di aprire, sfondò la porta d’ingresso e si introdusse con forza all’interno della casa cominciando a minacciarla. Al loro arrivo i militari trovarono l’uomo intento ad accatastare nell’appartamento un cumulo di indumenti, nel tentativo di alimentare il piccolo rogo, già divampato ed appiccato ad una coperta. Il tempestivo intervento dei carabinieri consentì di spegnere il focolaio, impedendo il verificarsi di un incendio, che avrebbe potuto cagionare una tragedia. Dopo un periodo trascorso ai domiciliari  G. C., a Randazzo, sarebbe tornato a vessare prepotentemente l’ex, così fu necessario un aggravamento della misura cautelare e dallo scorso 6 febbraio fu recluso nel carcere palermitano.

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