martedì - 21 novembre 2017
 
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Antoci: "lasciamo ai nostri figli un mondo migliore"

Sviluppare politiche ed azioni di adattamento ai cambiamenti climatici

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Chiusi i lavori del terzo convegno internazionale di Ingegneria naturalistica Ma.T.E.R. organizzato dal Parco dei Nebrodi, dal CIRITA (Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Interazione Tecnologia-Ambiente) dell’Università di Palermo e dall’AIPIN, Associazione italiana per l’ingegneria naturalistica –sezione Sicilia, con un bilancio positivo in termini di presentazione di esperienze e casi studio ma anche di proposte da parte della Comunità scientifica e professionale presente ai lavori.

La stretta sinergia tra gli Enti organizzatori ha infatti permesso il confronto di un panel di esperti internazionali proprio nel cuore del Parco dei Nebrodi che, ancora una volta, si propone come laboratorio di buone pratiche. Per la piena fruizione del patrimonio naturale dei Parchi è infatti necessario migliorare ed intraprendere con urgenza un percorso virtuoso, finalizzato alla predisposizione di un piano di adattamento climatico che passa anche dal corretto restauro, ripristino e rinaturazione degli ecosistemi degradati. Non a caso il 3° convegno è stato proprio denominato Ma.T.E.R per la riconosciuta esigenza di utilizzare materiali e tecniche di restauro ecologico basate sul massimo rispetto della natura.

Il Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci in proposito ha ricordato che “l’Ente si propone non solo come capofila per diffondere tecniche e processi di conoscenza ma anche con la concreta applicazione nella progettazione: l’intervento della Dorsale dei Nebrodi, finanziato dal Masterplan per un importo oltre 5 milioni di euro, finalizzato al miglioramento dei 70 chilometri del percorso, con il consolidamento delle scarpate e la messa in sicurezza degli attraversamenti torrentizi, prevede proprio interventi di ingegneria naturalistica per il rispetto totale dell’ambiente”.

Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi ha citato invece il recente rapporto di UnionCamere, che vede i Parchi come motori di sviluppo del territorio e centri aggreganti per l’economia. La conservazione della natura si rivela un investimento fondamentale, capace di creare ricchezza ed in questo senso occorre l’intervento delle tecniche di ingegneria naturalistica.

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Da tutti gli esperti radunati a confronto un invito a tornare a tecniche e sistemi più adatti alla natura, alla manualità: la terra rifiuta ciò che non è “naturale”. Ed è opportuno trattare il territorio siciliano come Capitale Naturale e culturale da preservare. Per questo è stato infatti predisposto in chiusura dei lavori un documento, che verrà inviato alle massime Autorità regionali e nazionali per l’adozione dei provvedimenti di competenza.

Giuseppe Antoci, nel manifestare la propria soddisfazione per il nuovo, ambizioso risultato raggiunto, che ha portato all’interno del Parco dei Nebrodi i massimi esperti del settore dell’ingegneria naturalistica, dichiara sin d’ora che “si farà portavoce in tutte le competenti Sedi per permettere l’inserimento nell’agenda di governo di un programma di infrastrutturazione verde per la rinaturalizzazione di tutti gli ecosistemi, come richiesto a gran voce nel corso dei lavori del Convegno, nella riconosciuta esigenza “di lasciare ai nostri figli un mondo migliore”.

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