venerdì - 02 dicembre 2016
 
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Tortorici la Medellin dei Nebrodi: 21 persone in manette

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Tonnellate di hashish e marijuana, prodotti sui  Nebrodi con la guida esperta delle famiglie mafiose di Tortorici, che poi venivano commercializzati sulla costa nei locali e nelle principali piazze di spaccio della provincia di Messina ma non solo. A controllare tutto un gruppo di persone che avevano eletto come base Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Sono i principali risultati dell’operazione Triade: i carabinieri del comando provinciale di Messina guidati dal colonnello Jacopo Mannucci Benincasa hanno arrestato tra le province di Messina e Siracusa 21 persone tutte considerate  esponenti di un’organizzazione criminale che operava tra sul litorale tirrenico della provincia.

Tra gli arrestati spicca il nome di Francesco Salamone, consigliere comunale di Terme Vigliatore. In carcere anche Carmelo Galati Massaro, Sebastiano Galati Massaro, Antonio Musarra Pecorabianca, Antonino Costanzo Zammataro, Nicolino Isgrò, Ignazio Lombardo, Salvatore Pantè, Salvatore Iannello, Filippo Biscari, Giuseppe Aricò, Luca Iannello, Roberto Greco, Giuseppe Lo Presti, Marco Coniglio. Vanno ai domiciliari Veronica Lombardo Pontillo, Antonio Cardillo, Giuseppe Costa, Filippo Genovese, Giuseppe Cammisa. Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per Danny Cardillo, 27enne di Venetico.

Nel corso delle perquisizioni i Carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno sequestrato tre kg di marijuana e 200 grammi di hashish. i 21 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono stati arrestati tutti. I reati contestati sono, a vario titolo, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi da fuoco e spendita di banconote false. Quindici persone sono finite in carcere, cinque ai domiciliari e uno ha l’obbligo di firma.

Antoci: “Preoccupato per giro di armi”

L’operazione, portata a termine a due mesi di distanza dall’attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, colpisce direttamente uno dei settori di maggior interesse criminale per le consorterie tortoriciane, “confermandone il ruolo egemone nel particolare settore della coltivazione su vasta scala di sostanze stupefacenti”. “Devono capire che in questo territorio bellissimo non c’è posto per chi uccide i nostri figli con la droga. Ai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina vanno i miei complimenti” è il commento del Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. “E’ arrivato il momento di fare squadra e liberare definitivamente il territorio e la Sicilia dalla egemonia mafiosa. Lo Stato c’è ed ecco perché ringrazio l’Arma dei carabinieri e la magistratura che ci aiutano, con operazioni come questa, a ricordarci che di questo Stato che dimostra di essere presente, ci si può certamente fidare – ha aggiunto Antoci -. Le armi sembra servissero sia per la difesa nella guerra tra clan sia per intimidazioni sul territorio  ma attendiamo anche di capire se queste armi siano servite ad altro visto che dalle intercettazioni sembra essere emersa la volonta’ dei clan di scambiarsi azioni di fuoco sui territori”.

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