Seduti attorno al tavolo, della sala riunioni dell’Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, nel pomeriggio di ieri, sindaci e le delegazioni di Mistretta, Nicosia e Modica, che hanno dato vita al Coordinamento Regionale per la riapertura dei rispettivi tribunali, soppressi con la riforma della geografia giudiziaria operata con il decreto legislativo 155/12, assieme all’assessore Regionale Bernadette Grasso e la dottoressa Margherita Rizza, dirigente generale del dipartimento alle autonomie locali, hanno pianificato gli ultimi passaggi che prevedevano la raccolta e l’esame di ciascuna bozza di convenzione, per ciascun tribunale, da sottoporre alla valutazione del Ministero della Giustizia per la definizione, qualora il Ministero desse il via libera, della sottoscrizione della convenzione per la riapertura, in via sperimentale, dei tribunali di Mistretta, Nicosia e Modica.

Un’ipotesi seria e realistica considerato che, per i primi tre anni, è già stata trovata copertura finanziaria. La legge di stabilità approvata dal Parlamento regionale lo scorso mese di aprile, ha autorizzato una spesa di 50 mila euro per ciascun tribunale. L’Assessore regionale per le autonomie locali ha inoltre affermato, nell’incontro di ieri, che mirerà alla stipula di nuove intese (convenzioni), con il Ministro della Giustizia, ai sensi del comma 4 bis dell’ art.8 del decreto legislativo n.155/2012 che testualmente recita: “In via sperimentale il Ministro della Giustizia può disporre, nell’ambito di apposite convenzioni stipulate con le Regioni, che vengano utilizzati in tempo necessario immobili adibiti al servizio degli Uffici Giudiziari periferici della sezioni distaccate soppresse per l’esercizio di funzioni Giudiziarie nelle relative sedi. Le spese di gestione e manutenzione degli immobili, di retribuzione del personale di servizio, oggetto delle convenzioni sono integralmente a carico del Bilancio della Regione…”.

Fiduciosa del buon esito della proposta, in vista dell’esame ministeriale, l’Assessore regionale, Bernadette Grasso, ha informato i presenti che nei prossimi giorni, sarà sua cura inoltrare, ufficialmente, la proposta contattando per eventuali chiarimenti, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Tutto lascia ben sperare considerato anche che il cosiddetto contratto di governo, che sarebbe stato ultimato, dopo lunghe trattative tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, dovrebbe sostanzialmente annullare ciò che il Governo Monti nel 2012 decise di portare avanti con la soppressione delle sezioni distaccate. Nel contratto sottoscritto si legge per l’appunto: «Occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria – modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni – con l’obiettivo di riportare tribunali, Procure ed uffici del Giudice di Pace vicino ai cittadini e alle imprese».

Con questa mossa il nuovo Governo potrebbe, quindi, dare una inversione di tendenza e riportare gli uffici nelle località periferiche per dare un segnale alla popolazione che la giustizia è presente e vicina e che risponde alle istanze che provengono anche dalle imprese, dalle fasce economiche. Ma è altrettanto vero e stabilito quanto sia necessario semplificare i processi dando impulso al cosiddetto “processo telematico” e soprattutto potenziare l’informatizzazione degli uffici giudiziari. Ne sapremo di più il prossimo 6 luglio data in cui, presso il Ministero della Giustizia, è stato fissato un incontro con tutte le Amministrazioni delle città sede di tribunali soppressi a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 155.

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