domenica - 22 ottobre 2017
 
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la proposta del presidente della Consulta cittadina, Domenico Sammataro

Tusa: la Consulta scrive agli organi regionali supportata da un comitato di genitori

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Nasce a Tusa un comitato di genitori per sostenere la proposta del presidente della Consulta cittadina, Domenico Sammataro, il quale, rivolgendosi ad organi politici e tecnici dell’assessorato alle infrastrutture ed alla mobilità della Regione Siciliana ha, recentemente, chiesto l’autorizzazione per l’istituzione del trasporto scolastico diretto Tusa – Sant’Agata di Militello atto a facilitare lo spostamento degli studenti tusani che, tutti i giorni, impiegano più di qualche ora per raggiungere gli istituti della città sant’agatese.

Nella nota indirizzata, tra l’altro, al Governatore Crocetta, il presidente della Consulta giovanile della città spiega come la tratta, mediamente percorribile in 35/40 minuti, per via d’inadeguate coincidenze  ed inidonei sincronismi tra il pullman, che tutte le mattine parte da Tusa, e treni o bus di linea, esasperino i tempi di viaggio fino a triplicarli. Tutto ciò a danno degli studenti costretti ad alzarsi presto la mattina non riuscendo, ciò nonostante, ad arrivare a scuola ed entrare in classe al primo squillo della campanella. Per non parlare del rientro assicurato, agli stessi, nelle prime ore del pomeriggio.

Con il sostegno di un comitato di cittadini, Sammataro lamenta  disorganizzazione ed inefficienza, ma al tempo stesso porge la soluzione che giova sia alle famiglie, strette in questo periodo storico dalla morsa della crisi, sia per le casse del comune di Tusa.

“Abbiamo contattato la ditta Autoservizi Levanto & Co. con sede legale a Tusa – spiega Domenico Sammataro -. L’azienda si è resa disponibile ad introdurre una linea al costo mensile di 130,00  per ciascuno studente, contro le 181 euro che oggi, per i diversi abbonamenti, spendono le famiglie per ciascun figlio. Il Comune di Tusa –continua il presidente della Consulta cittadina – rimborsa il 75% dell’intero abbonamento. A conti fatti, tenuto conto del consistente numero di studenti, diminuendo l’importo pro-capite di circa 50 euro ( da 181 a 130 euro) il comune risparmierebbe circa 14 mila euro annui”.

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Una soluzione, insomma che gioverebbe a tutti: alle famiglie che risparmierebbero 50 euro mensili, al comune che vedrebbe ridurre notevolmente i costi legati al rimborso e agli studenti che dormirebbero qualche ora in più al mattino e rientrerebbero a casa in tempi conformi a un discreto livello di vita.

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