“Non ho padrini né padroni politici. Sono un uomo che ha fatto gli interessi del proprio territorio e non ha mai obbedito alle logiche di partito. Ho fatto tante battaglie contro gli apparati affaristico-clientelari di questa provincia prendendo posizioni sempre chiare e a favore dei miei concittadini. E’ ovvio alla luce di ciò che la mia figura è alquanto scomoda per qualcuno”.

Il primo cittadino di Troina, Sebastiano Fabio Venezia, in un’intervista esclusiva al nostro giornale, non le manda a dire spiegando i motivi della sua mancata candidatura alle elezioni regionali, nelle fila del PD ennese. Venezia doveva essere candidato in un primo momento nella lista dei Territori di Orlando e dopo nel PD, ma è stato boicottato. La reazione alla sua mancata candidatura è stata un consenso ed una vicinanza crescente da parte dei cittadini; anche il locale circolo PD, con la totale autosospensione dei 300 tesserati e la sospensione della campagna elettorale, si è schierato dalla sua parte.

Il primo cittadino racconta anche del suo futuro politico e del suo mandato, della sua vita sotto scorta e del grande sacrificio toccato a lui, e alla sua famiglia, per aver scoperchiato il “vaso di Pandora” sul malaffare dei Nebrodi. Infatti, con la sua azione, volta a togliere terre pubbliche alla mafia, il giovane sindaco ha voluto tutelare il territorio abbracciando la cultura della legalità. Sguardo anche al futuro con  il sogno di tornare a fare ricerca storica.

Il Pd non ha voluto candidarla tra le sue fila, perché?

“Anzitutto perché le miopi logiche correntizie hanno guardato più all’autoconservazione che al cambiamento. E poi il forte consenso popolare attorno alla mia candidatura che avrebbe disarticolato il blocco di potere ennese ha per molti aspetti impaurito chi doveva prendere una decisione in mio favore”.

Fabio Venezia può essere scomodo a qualcuno?

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“Altroché. Non ho padrini né padroni politici. Sono un uomo che ha fatto gli interessi del proprio territorio e non ha mai obbedito alle logiche di partito. Ho fatto tante battaglie contro gli apparati affaristico-clientelari di questa provincia prendendo posizioni sempre chiare e a favore dei miei concittadini. E’ ovvio alla luce di ciò che la mia figura è alquanto scomoda per qualcuno”.

Le reazioni per la sua mancata candidatura non si sono fatte attendere, sia sui social, sia dai colleghi di Partito, molte sono state le manifestazioni di stima; è stata un’amara consolazione?

“Più che una consolazione, il sostegno e la vicinanza di migliaia di persone nelle ultime settimane hanno dato più forza al nostro impegno politico a servizio dei cittadini. C’è una grande volontà di cambiamento e soprattutto c’è tanta voglia da parte dei cittadini di buona politica che non trova spazio nell’attuale ceto politico che ha fondato il suo consenso sulla gestione della spesa pubblica e sulla clientela non avendo una visione e una strategia di ampio respiro per questo territorio”.

Ha incontrato, a Palermo, il candidato presidente Micari, cosa ha detto della sua mancata candidatura?

“Micari è una persona seria e perbene e non mi ha fatto mancare in queste settimane il suo sostegno e la sua vicinanza”.

Nei giorni scorsi, a Catania, c’è stata la visita di Renzi. Vi siete incontrati?

“No, non ci siamo incontrati. Nei giorni scorsi ho avuto interlocuzioni con altri esponenti della segreteria nazionale”.

L’autosospensione del Circolo “Fiore” va guardata come un chiaro segnale di rottura con il Pd?

“È solo un segnale di grande disagio nei confronti delle scelte scellerate e fallimentari della segreteria regionale che ha ridotto il partito ad una lotta tra bande”.

Cosa ne sarà del suo futuro politico?

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“Il mio impegno politico ha motivo di esistere se c’è un progetto in cui credere. Ci sono molte sollecitazioni per un mio impegno alle prossime elezioni politiche. Al momento opportuno farò le giuste valutazioni ascoltando sempre la voce del popolo”.

Si ricandiderà alle prossime amministrative?

“Non sono abituato a lasciare le cose a metà. Lo decideremo insieme al gruppo dirigente locale. In ogni caso, indipendentemente dai ruoli non mancherà il mio impegno a servizio della mia comunità”.

Il suo impegno per liberare i Nebrodi da anni di malaffare l’ha portata a vivere sotto scorta. Cosa l’ha spinta a fare questo?

“Il senso del dovere e l’amore per il mio territorio”.

Questo sacrificio è valso un prezzo così alto?

“Purtroppo sì. Perdere la libertà personale è stato un prezzo altissimo. Non sono mancati i momenti di sconforto e di amarezza, ma anche il sostegno dello Stato e dei cittadini”.

Si parla spesso di eroi, nella lotta contro la mafia, lei si sente un eroe?

“Assolutamente no. Io sono contro la mitizzazione dell’antimafia. Sono solo un rappresentante delle istituzioni che si è trovato a compiere delle scelte con coraggio e determinazione”.

Quali saranno le prossime azioni volte a valorizzare i terreni sottratti alla mafia?

“Stiamo lavorando su tre grandi linee strategiche. Anzitutto la valorizzazione turistica dei nostri boschi e della rete dei rifugi. E poi il rilancio del settore zootecnico e il ciclo del legno. Il lavoro da fare è molto per valorizzare il più grande polmone verde di Sicilia, ma sono certo che si riusciremo. Il nostro sogno è quello di vedere i giovani del territorio lavorare in tante iniziative imprenditoriali per valorizzare i nostri boschi”.

Troina oggi è una città libera?

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“E’ sotto gli occhi di tutti che si sono fatti notevoli passi in avanti e si sono raggiunti risultati forse inimmaginabili. Rispetto al biennio 2011-2012, quando si registrava una media di un furto ogni tre giorni, Troina oggi è una città sicura. Nelle aree rurali si sono azzerati i furti di mezzi agricoli e gli abigeati e si sono ridotti dell’80% i reati e le denunce”.

Immaginava così il suo mandato da Sindaco?

“Assolutamente no. Abbiamo dovuto affrontare in questi anni la più grande crisi economica del Dopoguerra, le problematiche dell’Oasi che hanno messo a dura prova l’economia locale, i notevoli problemi legati alla criminalità organizzata e persino diverse e complesse emergenze meteorologiche. Un mandato molto difficile che ha richiesto un impegno non indifferente e una grande forza d’animo, ma anche moltissimi risultati raggiunti in quasi tutti i rami dell’attività amministrativa. Oggi Troina è considerata un modello amministrativo positivo nel panorama regionale e nazionale e l’assegnazione lo scorso anno alla Camera dei Deputati del prestigioso premio nazionale “Angelo Vassallo” ne è una testimonianza di alto valore simbolico”.

Cosa sogna Fabio Venezia per il suo futuro?

“Sogno di ritornare alla normalità, alla passione della mia vita che è la ricerca storica. E soprattutto sogno di dare più serenità alla mia famiglia che ha dovuto pagare un prezzo altissimo per il mio impegno politico”.