Caronia, caso Grimaldi: in primo grado 1 condanna e 4 assoluzioni

Dopo 8 lunghi anni giunge al termine il processo di primo grado che vedeva imputati 5 soggetti per il decesso di Caterina Grimaldi, l’ausiliaria del traffico del Comune di Caronia rimasta coinvolta in un incidente stradale, e morta sul colpo, mentre regolava il traffico anticipando la sfilata dei carri di Carnevale, nei pressi del bivio sulla statale 113 di Marina di Caronia.

Il Giudice del Tribunale di Patti Edoardo Zantedeschi, lo scorso luglio, ha condannato Salvatore Zito alla pena di 2 anni di reclusione, pena sospesa, oltre al pagamento delle spese processuali ed ha assolto l’imputato Giuseppe Vinci, assistito dall’avvocato Santo Trovato, l’imputato Nicola Alessandro, comandante del corpo di  Polizia Municipale del Comune di Caronia, assistito dall’avvocato Maria Grazia Cipitì, l’imputata Maria Grazia Contino, agente di Polizia Municipale del Comune di Caronia, assistita dall’avvocato Carmelo Caiola, e Calogero Beringhelli, ex sindaco di Caronia, assistito dall’avvocato Eugenio Passalacqua.

Nel tardo pomeriggio del 3 marzo 2014 la donna venne travolta e uccisa da un’auto coinvolta in un tamponamento nei pressi del bivio di Caronia. La sfilata di carnevale aveva avuto inizio nel centro storico raggiungendo successivamente la frazione di Marina e si apprestava al rientro. La vigilessa si trovava anzitempo al bivio tra la 113 e la diramazione per Caronia per la regolamentazione del traffico, ove sarebbe avvenuto l’attraversamento. Intorno alle 19.20, proprio in quel tratto, avveniva uno scontro tra una Lancia Y, guidata da Giuseppe Vinci, proveniente da Palermo ed la Renault Clio, guidata dal caronese Salvatore Zito che, proveniente dal paese, stava per immettersi nella nazionale in direzione Palermo. Nell’impatto, la Lancia fuori controllo, anche a causa della strada resa viscida dalla pioggia, carambolava piombando addosso alla vigilessa, che non ha avuto scampo. Illesi invece i due automobilisti alla guida delle due autovetture.

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Pubblicato da
Giuseppe Salerno