Dai territori prende forma la cultura della sicurezza stradale
La sicurezza stradale riguarda chi guida, ma coinvolge attivamente anche chi, pur non avendo una patente, condivide quotidianamente gli stessi spazi, a partire dai pedoni, per arrivare a chi si muove in bici. La strada è un ambiente collettivo, e la sicurezza nasce anzitutto da comportamenti consapevoli.
È da questa visione più ampia che prende forma “Safe Driving Without Risks – Guida sicura senza rischi”, il progetto promosso dalla Città Metropolitana di Palermo nell’ambito del Progetto Nazionale Mobilità Sicura, pensato per intervenire sul rapporto tra giovani, mobilità e responsabilità, a partire dalla formazione.
La strada come spazio condiviso: perché la sicurezza riguarda tutti
Palermo e la sua provincia costituiscono un territorio strategico per la diffusione della cultura della guida sicura: un’area vasta, con una importante mobilità quotidiana che coinvolge studenti, pendolari, neopatentati e cittadini che vivono la strada in modi diversi. Lavorare sulla prevenzione significa prevenire comportamenti non sicuri e aumentare la consapevolezza.
Come sottolinea Massimo Armanno, Presidente del CSS (Consorzio Sicurezza Stradale) che si trova a Palermo, “La patente è un punto di partenza, non un punto di arrivo”. Un principio che si procede in parallelo con il progetto “Safe Driving Without Risks”, pensato per rafforzare rispetto delle regole e capacità di gestione del rischio, puntando su educazione e formazione.
L’obiettivo è chiaro: sensibilizzare i giovani alla sicurezza stradale, promuovendo comportamenti corretti e responsabili che incidano positivamente sull’intero contesto urbano. L’attenzione è rivolta in particolare ai principali fattori di rischio, come l’uso del cellulare, la velocità eccessiva, il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza e la guida sotto l’effetto di alcol o droghe. Non si tratta solo di conoscere le norme, ma di comprenderne il valore nella vita quotidiana.
Dalla formazione alla consapevolezza
Il progetto agisce su più livelli. Da un lato, prevede attività formative e laboratori nelle scuole, pensati per accompagnare gli studenti in un percorso di crescita che li renda più consapevoli delle criticità legate alla strada, anche prima di mettersi alla guida. Dall’altro, punta sulla formazione dei formatori, coinvolgendo i docenti e fornendo loro strumenti per integrare in modo strutturale i temi della sicurezza stradale nel percorso educativo.
Un contributo fondamentale arriva dalla Polizia Metropolitana, che affianca il mondo della scuola portando un punto di vista operativo e concreto. Le attività di formazione con i docenti hanno già coinvolto l’IISS “Ascione” di Palermo, il Liceo “Felicia e Peppino Impastato” di Partinico e il Liceo Ginnasio “Scaduto” di Bagheria e le prossime attività sono in programma al Liceo Classico “Garibaldi” di Palermo. L’esperienza sul campo consente di trasformare regole astratte in situazioni riconoscibili, favorendo una comprensione più diretta dei rischi e delle responsabilità che riguardano tutti gli utenti della strada.
Costruire una cultura della sicurezza che duri nel tempo
Il racconto di Massimo Armanno rafforza il valore della formazione che precede il rilascio della patente. Un iter strutturato, che prepara tecnicamente alla guida, ma che da solo non è sufficiente. È dopo l’esame che si apre la fase più importante. In un contesto urbano complesso e in una realtà sempre più segnata dalla distrazione digitale, anche una minima disattenzione può avere conseguenze rilevanti.
Da qui l’importanza di affiancare alla preparazione tecnica un lavoro più ampio sulla responsabilità individuale. È fondamentale, conclude Armanno, che i ragazzi comprendano che, una volta ottenuta la patente, dovranno affrontare la strada in autonomia, mettendo in pratica quanto appreso.
Accanto alla formazione tradizionale, Safe Driving Without Risks punta anche sul coinvolgimento “partecipato” e attivo degli studenti, attraverso un contest dedicato alla creazione di contenuti digitali, che verrà presentato nei prossimi giorni. Un’iniziativa che rafforza la partecipazione e stimola una riflessione condivisa, rendendo i giovani parte attiva nella diffusione della cultura della sicurezza stradale.
L’obiettivo finale del progetto è concreto: ridurre i comportamenti a rischio e contribuire alla diminuzione degli incidenti, costruendo una sensibilizzazione profonda e duratura. Integrare la sicurezza stradale nel percorso educativo significa riconoscere che la strada è uno spazio comune, e che la responsabilità non inizia con la patente, ma molto prima.