Fiumara d’arte, quel magnifico sogno di un visionario

La bellezza passa anche attraverso un quintale di pasta. Quella cucinata dal cuoco dell’hotel l’Atelier sul mare, a Castel di Tusa, e distribuita alla gente in occasione dell’inaugurazione dell’ultima opera del parco della Fiumara d’arte. Una bellezza inseguita, restituita, condivisa, regalata generosamente da Antonio Presti, appassionato presidente dell’omonima associazione culturale. Una piramide, opera di Mauro Staccioli, che conclude il percorso creativo di questo straordinario museo all’aria aperta che si incunea nei Nebrodi, in provincia di Messina.

Un atto di onestà intellettuale, voluto dal figlio ribelle di un costruttore, sfuggito a un destino da ingegnere grazie all’amore per l’arte, al proprio senso etico ed estetico e alla propria forza visionaria. Vero principe dei sogni, Presti, come un moderno Lorenzo il Magnifico con un cenacolo di artisti e collaboratori che condividono con lui entusiasmo, passione e cuore (oltre che una sana vena di pazzia), nel 1984 su terreno demaniale ha ideato un percorso che unisce arte e natura. L’arte contemporanea disorienta e spesso intimidisce le persone, che si sentono prive di strumenti per capirla.

Ma se la bellezza è libertà, l’arte è emozione, alla portata di tutti. E ognuno è libero di interpretarla secondo il proprio vissuto e le proprie sensazioni. Ecco perchè quello della Fiumara è un itinerario per tutti. Realizzato da Presti collezionando denunce, processi e persino minacce. Dalla gigantesca opera La materia poteva non esserci di Consagra, creata come le successive dai perplessi operai del cementificio paterno, si srotola per decine di chilometri. Dal mare ai monti, toccando paesi come Pettineo, Mistretta o Castel di Lucio, con la caserma dei carabinieri ornata dai pannelli di ceramica di Dorazio e Marini, salendo fino a 900 metri fra boschi di faggi ed eucalipti, falchi, martore, upupe e pecore.

Tante pecore, ricchezza di questa valle avara di sogni e di speranza. Nove opere, da Una curva gettata alle spalle del tempo di Schiavocampo all’ipnotico Labirinto di Lanfredini, a Il muro della vita di 40 ceramisti, al Monumento per un poeta morto di Tano Festa. Il sogno di Presti a Tusa è concluso. Ora bisogna tenerlo vivo. E Antonio ha ancora tante cose da fare. Da grande.

Più di un hotel, meno di un museo. Ma molto più che entrambi. L’Atelier sul mare, l’albergo ideato da Presti a Castel di Tusa nel 1991, è uno spazio emozionale e una scommessa. Suggestive, divertenti, le 20 stanze ideate da artisti. Un’arte con cui interagire, da vivere, da completare con la propria presenza. Dalla camera di Maria Lai al morbido Nido di Icaro, alla zattera di Canzoneri. Non manca neanche un hammam. Il tutto a prezzi più che accessibili.

Info: L’atelier sul mare, Castel di Tusa (Me), via Cesare Battisti 4, tel. 0921.334295.

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Pubblicato da
Salvo Lapietra