Generale Del Monaco nei Nebrodi: visita alle caserme di Tortorici e Capo d’Orlando

di Gabriele Amadore
09/01/2026

La visita del generale di Divisione Ubaldo Del Monaco nelle caserme di Tortorici e Capo d’Orlando non è solo un giro di saluti. Arriva in un momento di particolare attenzione sui presidi territoriali dell’Arma, soprattutto nelle aree interne dei Nebrodi, dove l’isolamento dei centri e le fragilità sociali possono amplificare l’influenza della criminalità organizzata.

Il punto politico-istituzionale è chiaro: mettere al centro le stazioni distaccate, quelle che reggono la presenza quotidiana dello Stato nei territori meno connessi. E ribadire una linea di servizio che, nei contesti più esposti, non si misura solo con i reati, ma anche con la capacità di tenere un rapporto stabile con la comunità. 

La giornata tra Tortorici e Capo d’Orlando

Il comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, generale di Divisione Ubaldo Del Monaco, ha visitato le stazioni dei Carabinieri di Tortorici e Capo d’Orlando accompagnato dal comandante provinciale di Messina, colonnello Lucio Arcidiacono. L’ufficiale, “recentemente promosso al grado di Generale di Divisione”, ha iniziato da Tortorici, dove è stato accolto dal comandante di Stazione mar. magg. Francesco Cannizzaro.

A Tortorici, la visita ha offerto l’occasione per ribadire la priorità di “incentrare ogni sforzo del servizio d’istituto per contrastare la criminalità organizzata”. La seconda tappa è stata Capo d’Orlando. Qui Del Monaco ha incontrato il comandante della locale Stazione, lgt. Claudio Bettini, passando in rassegna “peculiarità e dinamiche” del territorio “in relazione a tutte le attività in corso”. Durante gli incontri, il generale ha rivolto parole di apprezzamento per “dedizione e spirito di sacrificio” e ha richiamato l’importanza dello “spirito di corpo” e dell’“affetto verso l’Istituzione” nelle situazioni operative complesse. 

Cosa cambia sul terreno e quali nodi restano

La visita rimette sotto i riflettori il ruolo delle stazioni come infrastruttura di prossimità: non soltanto repressione, ma tenuta quotidiana della sicurezza, ascolto, prevenzione, risposta rapida. Del Monaco ha chiuso gli incontri richiamando “la valenza dei servizi di prossimità e della sicurezza percepita dalla popolazione”, indicati come obiettivi prioritari per ogni articolazione territoriale dell’Arma. 

Per i Nebrodi, il passaggio è particolarmente rilevante perché lega in modo esplicito la strategia di contrasto alla criminalità organizzata alla specificità delle aree interne: territorio vasto, centri dispersi, margini di isolamento. Il nodo, ora, è trasformare l’enunciazione di priorità in continuità operativa: presidio stabile, coordinamento, capacità di leggere le “molteplici forme” con cui la pressione criminale può riaffacciarsi nelle comunità periferiche, senza ridurre tutto a un fatto di ordine pubblico episodico. 

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