Il giornalismo, la libertà e il riscatto di una comunità lordata dalla mafia

Qualcuno dice che facciamo pessimo giornalismo.  Sarà. Dice che è meglio non leggere Nebrodi News e che è meglio leggere il Corriere della Sera. In pratica ha scoperto l’acqua calda: vorrebbe boicottarci, in pratica, perché non apparteniamo alla sua parrocchia. Ma noi siamo laici e liberi: non abbiamo parrocchie né santi in Paradiso. Facciamo quello che possiamo ma poterlo fare in piena libertà non ha prezzo.

Noi diciamo che vanno letti tutti e due (Il Corriere e Nebrodinews) e che vanno letti anche gli altri giornali locali e nazionali perché i giornali con le loro notizie garantiscono la libertà di tutti. O meglio ci provano. I giornali (e i giornalisti) danno fastidio a chi porta cognomi ingombranti, a chi vorrebbe farsi i fatti propri approfittando di una carica pubblica, a chi brama per avere una carica pubblica solo per scaldare la poltrona. Ne abbiamo viste di tutti i colori in questi anni e ogni volta che pensiamo sia stato raggiunto il peggio arriva sempre qualcuno che ci stupisce facendo peggio ancora. Spesso lo fa, senza pudore, su Facebook, sfiorando l’insulto o la minaccia. Lo abbiamo detto già altre volte: non ci facciamo intimidire. Da nessuno.

La cronaca ci regala continue novità. Prendete lo scioglimento per mafia del Comune di Mistretta: è uno di quei fatti di cronaca di cui si diceva.  E’ grave, anzi gravissimo, anche se (come abbiamo provato a spiegare) lo scioglimento per mafia non è una condanna della Corte di cassazione: è un provvedimento preventivo, amministrativo non giudiziario. Trattandosi però di un provvedimento grave dovrebbe essere da stimolo per chi si occupa della cosa pubblica: potrebbe essere questa l’occasione per avviare una riflessione,  magari per fare autocritica.

E invece si cerca il capro espiatorio, manco fosse una commedia di Plauto: la colpa è dei giornali, anzi meglio ancora dei giornalisti. I cronisti non sono predicatori né camerieri: raccolgono notizie, mettono insieme i fatti, ascoltano le persone, i testimoni, le vittime, gli inquirenti.  Hanno una colpa? Certo: essere liberi e indipendenti, non avere interessi da tutelare. Perché parliamo di Mistretta in questo caso: perché è un paese importante, con una grande storia, con una grande tradizione, un punto di riferimento per i Nebrodi.  Il commissariamento per mafia può servire, se è il caso, a rimettere ordine amministrativo ma anche civico: la comunità si faccia promotrice di un grande dibattito antimafia,  si interroghi e interroghi anche gli altri. Rifletta: leggendo certo il Corriere della Sera ma anche il nostro e tutti gli altri giornali.

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Pubblicato da
Salvo Lapietra