Il Poliedro delle Madonie: l’omaggio a Mattarella e il racconto di un territorio che vuole contare

di Salvo Lapietra
26/01/2026

In occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Cefalù, il territorio delle Madonie ha scelto di presentarsi con un linguaggio diverso da quello delle richieste e delle rivendicazioni: quello della cultura, dell’arte e della responsabilità collettiva. È accaduto nel contesto del convegno “Mediterraneo: mare di pace?”, ospitato nella Basilica Cattedrale di Cefalù, promosso dal Comune di Cefalù e dalla Fondazione Accademia Via Pulchritudinis.

In quella cornice solenne, segnata dal dialogo sul ruolo del Mediterraneo come spazio di convivenza, il comprensorio madonita ha affidato a un’opera simbolica il proprio messaggio: un omaggio al Capo dello Stato concepito non come semplice dono, ma come dichiarazione di identità e visione.

Il Poliedro delle Madonie, racconto di un territorio plurale

L’opera, intitolata Poliedro delle Madonie, nasce dalla collaborazione tra i pasticceri di Fiasconaro e l’artista castelbuonese Angela Sottile. È una scultura dal forte valore simbolico: un poliedro irregolare a 28 facce, tante quanti sono i Comuni delle Madonie, che si solleva idealmente dal mare e resta sospeso in un equilibrio dinamico, come un organismo vivo.

Ogni faccia è diversa per colore, geometria e texture. Rappresenta un Comune, una storia, una vocazione. Autonomie che non si annullano, ma che trovano senso solo nella composizione di un corpo unico. Il messaggio è chiaro: la forza del territorio sta nella sua pluralità, non nell’omologazione.

Cefalù come porta d’accesso e punto di sintesi

L’iniziativa è stata voluta dal maestro Nicola Fiasconaro, in occasione della prima visita del Presidente della Repubblica a Cefalù. Non una scelta casuale. La città normanna, affacciata sul Tirreno e incastonata tra mare e montagna, viene indicata come la naturale porta d’accesso alle Madonie e come punto di sintesi di un sistema territoriale complesso, articolato, spesso frammentato ma ricchissimo di identità.

L’opera racconta proprio questo: un territorio che non chiede scorciatoie né trattamenti speciali, ma attenzione, ascolto e capacità di visione da parte delle istituzioni. Un territorio che si propone come interlocutore consapevole, capace di tenere insieme tradizione, innovazione e responsabilità civile.

Le parole di Nicola Fiasconaro

«Intanto vorrei ringraziare l’organizzazione per averci invitato a questo importante appuntamento – ha spiegato Nicola Fiasconaro –. Le Madonie sono un territorio complesso, fatto di identità diverse ma complementari, che trovano in Cefalù un punto naturale di sintesi e di apertura. Con questo gesto non vogliamo rivendicare nulla, ma chiedere attenzione e ascolto, nel segno di un dialogo costruttivo con le istituzioni».

Parole che chiariscono il senso profondo dell’iniziativa: non una richiesta di interventi immediati, ma l’affermazione di una presenza. Le Madonie esistono come sistema, hanno una voce unitaria e intendono farla valere nel quadro di un rapporto leale con lo Stato.

Un messaggio che va oltre l’estetica

Il valore del Poliedro delle Madonie supera la dimensione artistica. L’opera diventa uno strumento di riflessione sulla necessità di costruire politiche di sviluppo fondate sulla coesione territoriale, sulla collaborazione tra comunità e su una visione di lungo periodo. Un richiamo, anche implicito, alla responsabilità delle classi dirigenti locali e nazionali nel leggere i territori non come somma di fragilità, ma come sistemi vivi, capaci di progettare futuro.

In occasione del convegno e della visita presidenziale, l’iniziativa è stata portata all’attenzione delle istituzioni competenti, con l’auspicio di individuare tempi e modalità per la consegna ufficiale dell’opera al Presidente della Repubblica, come gesto rappresentativo dell’intero comprensorio madonita.

«Non solo un dono, ma una presa di parola»

«Questo omaggio non è soltanto un dono, ma un messaggio – ha aggiunto il Cavaliere del Lavoro Nicola Fiasconaro –: le Madonie ci sono, riconoscono il ruolo delle istituzioni e chiedono di essere guardate come un sistema vivo, capace di visione, coesione e futuro».

In un tempo in cui i territori interni faticano a farsi ascoltare, il Poliedro delle Madonie sceglie la strada della simbologia alta e della responsabilità culturale. Un gesto silenzioso ma eloquente, che affida all’arte il compito di aprire un dialogo politico e civile destinato a durare nel tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.