Mistretta, ville comunali chiuse. I cittadini: “Inammissibile”

Il verde negli spazi urbani è una variabile essenziale per la qualità della vita dei residenti. Questo vale per gli adulti, ma a maggior ragione per i minori. Godere di spazi vivibili è un valore aggiunto anche sul piano educativo e culturale. Nella Città di Mistretta ci sono due bellissime ville di proprietà del Comune di Mistretta, la Villa Chalet e la Villa Garibaldi, che valorizzano, accolgono, includono ed offrono occasioni di socialità di gioco e di relax per molti anziani e per quei nonni che, con i propri nipotini, andrebbero a passeggiare per i vialetti, lontano dal traffico automobilistico, tra le aiuole ben curate e la grande varietà di piante e alberi, molti secolari. Andrebbero se le aree fossero fruibili.

Stamattina, 6 luglio, entrambi le ville comunali erano chiuse. “Per la verità – afferma un cittadino – dalla fine dell’emergenza sanitaria, non sono mai state riaperte”.  Abbiamo constatato la cosa assieme ad alcuni cittadini contrariati per la decisione del Comune di mantenere, inspiegabilmente, il prezioso patrimonio verde, nel cuore della città, chiuso al pubblico e contattato la Commissione prefettizia che regge le sorti del Comune di Mistretta per avere chiarimenti in merito. “Abbiamo dato disposizione agli Uffici competenti di riaprire le ville circa 20 giorni fa”- ci stato risposto. Gli stessi Commissari, raggiunti da noi telefonicamente, ci sono sembrati sorpresi. Non credevano a quello che gli veniva riferito. “Comunque – ci dicono – domani, immancabilmente, le ville verranno riaperte”.

Nonostante le disposizioni impartite dall’Organo di governo, dunque, il responsabile dell’Ufficio, al quale era stata data disposizione di riaprire le ville, autonomamente, decide di disattendere l’ordine di servizio. Ma non finisce qui. Pare che il funzionario comunale non abbia potuto ottemperare alle disposizione di servizio perché – avrebbe affermato lo stesso- non ci sarebbe nessuno disponibile, tra i dipendenti del Comune di Mistretta, a cui poter affidare il compito ad aprire e chiudere i cancelli delle ville comunali. Cose da pazzi! “Cosi di cuntari o miedicu”. Sapete quanti sono i dipendenti, in totale, ai quali il Comune di Mistretta versa lo stipendio ogni mese? Ve lo diciamo noi: 70.

Il Comune di Mistretta, tra dipendenti a tempo determinato e indeterminato, dispone di 70 impiegati e tra questi, a quanto pare, tra lo stupore sdegnoso dei cittadini di fronte a cose che sembrano insensate, assurde o anche degne di riprovazione, ci sarebbero difficoltà ad individuare qualcuno a cui poter affidare l’incarico di aprire e chiudere i cancelli del prezioso patrimonio fiore all’occhiello della città amastratina.

Una soluzione in realtà ci sarebbe: il Comune potrebbe bandire un concorso per l’assunzione di un “apri e chiudi cancelli” dedicato e magari affidare allo stesso, versando un’indennità di lavoro straordinario, l’incarico di aprire il cancello del cimitero monumentale comunale anche nei giorni festivi. Altra vergognosa situazione.

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Pubblicato da
Giuseppe Salerno