San Salvatore di Fitalia, tornano i festeggiamenti in onore di San Calogero

Lo sparo dei mortaretti, a San Salvatore di Fitalia, la mattina del 19 agosto, dà il via all’evento più sentito e importante dell’anno: i festeggiamenti in onore di San Calogero Eremita, patrono del piccolo centro nebroideo. Dopo la santa Messa nel Santuario, si muove la prima processione di “Gesù Bambino”. Nel pomeriggio alle ore 19:00, il consueto ricevimento delle Autorità Civili e Militari presso il Museo Siciliano delle Tradizioni Religiose e il Pellegrinaggio dei Sindaci dei Comuni della Diocesi di Patti e la processione delle reliquie, conservate in un prezioso reliquiario d’argento del 1724.

Pellegrini, giunti da ogni dove, si riuniscono lungo l’antica trazzera regia che dalla c/da Daino del Comune di San Salvatore di Fitalia raggiungendo il centro abitato. Molti di loro, a gruppi, in un fervore religioso raggiungono il borgo provenienti da diverse direzioni e vie di collegamento: da Galati Mamertino, Tortorici, San Fratello, Capo D’Orlando, Gioiosa Marea… Il cammino più impegnativo si svolge nella frescura della notte, evitando così di aggiungere alla fatica della strada l’aggravio del caldo estivo. I pellegrini si muovono tutti lungo il lato destro della carreggiata disposti in fila indiana . Un pellegrinaggio, all’origine compiuto a piedi, al quale da qualche anno molti si associano con biciclette, motorini e automobili. Ogni partecipante porta con se una richiesta, una preghiera, una supplica, una grazia da chiedere a Dio per intercessione di San Calogero. Ciascuno porta un’offerta, un sacrificio, un dono da offrire  al Santo .

Il culto di San Calogero, l’eremita calcedone, giunge a Fitalia verso l’XI secolo. San Salvatore di Fitalia custodisce orgogliosamente il culto del Santo da circa un millennio, a continuità di tradizioni più antiche. Un momento di grande coinvolgimento popolare, la quiete si alterna ad una folla incessante, pellegrini e fedeli non hanno il tempo di riposarsi o rilassarsi perché ad intervalli irregolari un grido si leva dalla folla “e gridamu tutti”, e la folla risponde “grazi’ j S. Caloriu” .

Nei pressi del santuario dall’imbrunire del 19 agosto è un via vai di gente. Una folla incessante prega, e si odono invocazioni al miracolo, urla toccanti, offerte di ex voto in cera o metalli preziosi, oboli in denaro o animali… poi le processioni ed allora ecco una marea di fedeli che si accalca per seguire il tragitto della «vara»; migliaia e migliaia di pellegrini, provenienti da tutta la provincia, percorrono il paese. La “vara” viene portata avanti e indietro a continuare la tradizione dei “viaggi” , per seguitare il pellegrinaggio del Santo e, come dice il popolo per dargli il tempo di fare i miracoli! L’atmosfera della festa è molto toccante e si carica di forte misticismo. Mani che si levano in alto invocanti, fazzoletti che strofinano la statua ad «asciugarle il sudore», occhi che si bagnano di pianto; da ogni volto ecco trasparire un profondo sentimento di fede. S. Salvatore di Fitalia si grazia di tale “privilegio”, nei Nebrodi, questa è la festa che meglio sintetizza la cultura del popolo, specchio di una dimensione agreste che dopo secoli è rimasta invariata.

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Pubblicato da
Giuseppe Salerno