Sant’Agata, minoranza: “Risposte alle interrogazioni sconclusionate”

“Non possiamo restare indifferenti rispetto alla perdurante inefficienza dell’amministrazione Mancuso, peraltro in un momento così delicato, e non sono più disponibili a tollerare i “trucchetti” messi in atto per provare a mascherare i propri errori e le clamorose pecche”.

Comincia così la nota stampa dei consiglieri di minoranza del Comune di Sant’Agata di Militello Giuseppe Puleo, Antonio Vitale, Nunziatina Starvaggi, Monica Brancatelli e Melinda Recupero in cui attaccano il sindaco e la sua amministrazione. Motivo del contendere questa volta sono le risposte alle interrogazioni presentate proprio dall’opposizione. 

“Non tutti sono a conoscenza del fatto che la nuova formulazione del regolamento comunale voluto dall’attuale amministrazione non permette di trattare l’interrogazione proposta dai consiglieri alla seduta ordinaria di consiglio comunale. Così facendo sono riusciti a svilirne l’importanza, in quanto la nuova norma non permettere una vera discussione in quella che è la sede naturale del confronto politico tra i rappresentanti dei cittadini.Per tali ragioni si è costretti a proporre interrogazioni a risposta scritta. Senza contraddittorio è di certo più facile sottrarsi alle proprie responsabilità. Nell’ultima risposta ad una interrogazione si sono addirittura superati”.  

“Siamo venuti a conoscenza – affermano i rappresentati della minoranza – che il Comune di Sant’Agata di Militello aveva perso il finanziamento (Avviso Pubblico – allegato al D.D.G. n. 1399 dell’8/8/2019, poi prorogata al 22/11/2019) per la creazione di parco giochi inclusivi nei territori comunali, in particolare l’istanza presentata dal Comune era stata esclusa in quanto “trasmessa oltre il termine indicato”. Per cui, nell’esercizio delle nostre funzioni di consiglieri di minoranza, abbiamo presentato un’interrogazione con la quale venivano chiesti al sindaco i motivi per cui il Comune di Sant’Agata non avesse presentato nei termini l’istanza di cui trattasi. Si trattava di un finanziamento di circa 50 mila € per giochi per disabili. Se già la perdita di un finanziamento è preoccupante, la risposta del Sindaco lo è ancora di più.

Il Sindaco riferisce “Il nostro Comune ha espletato l’iter di formazione e approvazione della proposta. Il progetto e tutti suoi allegati sono stati approvati dalla Giunta Comunale e collezionati per l’invio tramite PEC”, ma “Tuttavia, a causa probabilmente della grossa mole di documenti da inviare, gli uffici hanno riscontrato notevoli difficoltà nell’invio della stessa documentazione a mezzo Posta Elettronica Certificata, come richiesto dall’avviso.”

Si ritiene inaccettabile che un Sindaco pensi che questa possa essere una risposta istituzionale in un atto ufficiale. Ed è giusto che i cittadini vengano messi a conoscenza delle ragioni per cui il Comune perde finanziamenti, perde opportunità.

Quello che il Sindaco non dice però nella nota è che “Il progetto e tutti suoi allegati sono stati approvati dalla Giunta Comunale” non solo lo stesso giorno della scadenza (già peraltro prorogata rispetto all’originario termine), ma a ridosso dell’orario previsto per la scadenza: la Seduta di giunta ha avuto inizio alle 11 e la scadenza era per le 12 (sarebbe stato un miracolo riuscire a presentare in tempo l’istanza e la relativa documentazione).  

Per cui si tratta di un finanziamento perso consapevolmente e colpevolmente. È possibile per un primo cittadino perdere importanti finanziamenti e restare impassibili? Anche se fosse stato un problema di “pesantezza di posta elettronica” e, chiaramente non lo è stato, è plausibile che un Sindaco non si preoccupi di tale inefficienza? A meno che non sappia di essere lui stesso con la sua Giunta la fonte dell’inefficienza!”.

“Dopo una tale risposta, con cui si è toccato il fondo, credo che sia venuto il momento di mettere il Sindaco e la Sua Giunta di fronte alle proprie gravi responsabilità.

In un tale momento di emergenza, a nostro avviso, non è possibile tollerare la figura di un Sindaco semiassente (attivo solo per varianti e grandi opere) e che assume un atteggiamento, anche nei consigli comunali, di spettatore; in tale sede fa quasi sempre scena muta, rivestendo solo il ruolo di comparsa.

C’è bisogno di amore per questo paese, di persone competenti, lungimiranti e concrete, che sappiano affrontare, in prima persona, con coraggio e impegno, le problematiche quotidiane della città, senza affidarsi a “regie”, non tanto occulte, o a “tutori”, che hanno dimostrato di operare scelte “temerarie” (come quello del piano di riequilibrio con accesso del fondo di rotazione, nonostante non ricorressero i presupposti. Si è trattato di una scelta non necessaria, che ha determinato l’impossibilità di portare avanti il paese ed impedito la stabilizzazione dei precari), che si atteggiano a grandi statisti e giuristi, eccetto quando si tratta di pronunciarsi sulla legittimità o meno di proprie indennità.

Per tali ragioni, i sottoscritti, quali consiglieri di minoranza, istituzionalmente impegnati nella propria attività propulsiva, di vigilanza e controllo dell’attività dell’Amministrazione, non possono che stigmatizzare l’operato del Sindaco e dell’Amministrazione e rispedire al mittente le risposte alle interrogazioni, quando esse sono vacue e sconclusionate”.

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Redazione