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Grande orgoglio per la comunità cesarese

A Cesarò inaugurata Villa Miraglia, resort di lusso nel cuore dei Nebrodi


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Inaugurata Villa Miraglia, giovedì 22 marzo, nello splendido scenario del Parco dei Nebrodi, nel bosco della Miraglia, territorio di Cesarò. L’evento alla presenza delle Istituzioni civili, militari e religiose è stato reso ancora più suggestivo dalle nevicate delle scorse ore; la neve che ha ricoperto gli alberi, l’ambiente circostante e l’intera struttura, ha regalato alla giornata un fascino fiabesco.

La struttura recettiva, di proprietà della Città Metropolitana di Messina che l’acquistò nel marzo 2009 dalla ex Aapit (Azienda autonoma provinciale per l’incremento turistico), è così tornata funzionante e fruibile. La gestione del resort, recuperato dopo un decennio di inattività grazie ad un project financing, è stata affidata dalla Città Metropolitana alla ditta dei fratelli Mazzurco di Cesarò.

I fratelli Mazzurco a Cesarò sono un’istituzione quando si parla di turismo ed enogastronomia; infatti da decenni la famiglia Mazzurco opera nel settore e gestisce l’Hotel Ristorante F.lli Mazzurco, presente nella cittadina nebroidea molto conosciuto dagli amanti della buona tavola e dei Nebrodi.

La riprogettazione di Villa Miraglia ha cercato di integrare l’immobile nello splendido scenario in cui è collocata; le splendide faggete che circondano la struttura fanno da scrigno ad un gioiello dell’architettura moderna, dove pietra, legno ed acciaio prendono forma e creano ambienti unici, confortevoli ed incantati.

logo Villa Miraglia Faggete che sono state richiamate anche nel logo come spiega Rosalinda Saraniti, l’architetto che lo ha ideato, “il logo rappresenta il bosco, abbiamo partorito la progettazione di questo logo a partire da quello che volevamo mostrare cioè il territorio. Villa Miraglia è un posto totalmente immerso nella natura, quindi fondamentalmente non volevamo caratterizzarlo con una struttura e quindi riprendere il profilo della struttura, ma volevamo dare spazio al luogo, alla faggeta del Parco dei Nebrodi. Quindi partendo da una fotografia, attraverso Adobe Illustrator, abbiamo restituito questa immagine, che se si guarda il bosco si ritrova in ogni angolo, infatti non è altro che un pezzo di questo bosco”.

La Villa è composta da tre livelli. Il pian terreno, circa 260 metri quadrati, con un’ampia sala ristorante con camino a legna, un corpo bar indipendente, una sala multifunzionale con ampie vetrate che si affacciano sul bosco nebroideo, un’ampia cucina attrezzata per soddisfare oltre 500 coperti ed i servizi genici.

Il piano primo, circa 150 metri quadrati, è composto da 6 camere da letto caratterizzate ciascuna da camino in mattoni, pavimento in parquet e soffitto in legno bianco e i servizi igienici sono presenti per ogni camera.

L’ultimo livello è il piano sottotetto, circa 120 metri quadrati, costituito da 4 camere, anch’esse con servizi igienici per singola camera, pavimento in parquet e copertura a vista in legno bianco, camera a sud è caratterizzata da vasca idromassaggio adiacente al letto con affaccio sull’incantevole bosco e vista dell’Etna.

Stile, classe ed eleganza caratterizzano tutti gli ambienti che consentono ai fruitori di vivere un vero e proprio “relais sui Nebrodi”. All’esterno la struttura è dotata di un’area di circa 34 mila metri quadrati, compresa di parcheggio, area per ristoro esterno con servizio ai tavoli ed un’area ludica per bambini. La cerimonia inaugurale di apertura di Villa Miraglia segna inevitabilmente l’inizio di una nuova stagione per il turismo e l’imprenditoria dei Nebrodi.

Leggi anche:  Cesarò, riapre Villa Miraglia: resort immerso nella faggeta dei Nebrodi

Rino Mazzurco, rappresentante della ditta Mazzurco, ha spiegato l’importanza dell’investimento fatto dalla sua famiglia, un investimento spinto anche dall’orgoglio di appartenere alla comunità cesarese e nebroidea, e la speranza che altri seguano il loro esempio “l‘investimento è globale in questa situazione, non è un investimento prettamente economico ma, è un investimento in una zona dove si devono focalizzare molte imprenditorie giovani e che hanno volontà di costruire lecitamente; deve essere un motivo d’orgoglio anche per i cesaresi perché si è fatto anche per un riscatto morale di questa zona, che alle volte con verità e altre con mezze verità è stata derubata del quieto vivere.

I Nebrodi, oggi, ripartono anche con noi, nella piccolissima parte che possiamo fare. Spero che tutta la comunità di Cesarò, come quella di San Teodoro, sia coinvolta in questo nuovo progetto e che possa essere un altro modo per farci conoscere nel mondo. Il nostro è stato un sacrificio immane per arrivare a questo punto; abbiamo scommesso con il mercato e speriamo che possa essere un’altra scommessa portata vittoriosamente a casa.
Spero che la gente ci abbia d’esempio e che anche la società buona di Cesarò e di San Teodoro possa fare investimenti per il territorio.

Le opportunità non cadono dal cielo, la gente ogni giorno se le deve sudare, ma ci sono molte opportunità da cogliere. Faccio l’esempio delle opportunità integrate a questa struttura: il trekking, la mountain bike, i percorsi a cavallo, sono svariati modi che noi nè per tempo, nè per voglia, riusciamo a fare ma si può pensare ad instaurare dei rapporto di lavoro con altri. La nostra famiglia alle spalle ha due grandi genitori – conclude Mazzurco,mio padre, Rosario, un grande uomo, e non lo dico perché sono di parte, per gli insegnamenti morali e civili che ci ha insegnato; e mia madre, Vincenzina, una grande donna, anche lei una grande insegnante di vita, grande lavoratrice che ci ha insegnato ad essere dediti al lavoro, ad avere spirito di abnegazione e di sacrificio.”

Salvatore Calì, sindaco di Cesarò, visibilmente emozionato e commosso ha spiegato l’importanza di questa inaugurazione per la sua comunità “oggi è più che emozionante, è toccante un’inaugurazione del genere. Io sono sindaco da quasi sei anni è ancora non avevo provato nulla del genere. Ho fatto commuovere tutti perché quello che è successo oggi a Cesarò è qualcosa di grandioso e unico.

Quando si congiungono tutte le Istituzioni, sia militari che civili, e unitamente ad esse anche le imprese locali che credono nelle Istituzioni, credono fortemente nel loro territorio, nel loro sviluppo succede quello che è successo oggi. Abbiamo una ditta locale che ha speso più di 1 milione di euro per portare alla luce una struttura come questa, che negli anni ha portato lustro a Cesarò, ha portato bella nomea, ha portato lavoro, occupazione, ed oggi realmente è il volano vero e proprio per l’economia cesarese.

Un’altra cosa che ho sempre sostenuto in merito a Villa Miraglia è che per me rappresenta, come amministratore, il fiore all’occhiello compiuto dalla mia amministrazione; sinceramente ne vado fiero ed orgoglioso, sì con le somme spese direttamente dalla famiglia Mazzurco, ma credetemi Cesarò va fiero ed orgoglioso per quello che realmente è stato creato. Ora posso dire come dico i napoletani “vidi Napuli e po moriri”, io ho visto Villa Miraglia rinascere posso anche dimettermi da sindaco.

Spero fortemente che altri imprenditori seguano l’esempio della famiglia Mazzurco, in itinere abbiamo l’hotel Chisari, già finanziato dal Master Plan con 2 milioni 425 mila euro, che spero da qua a qualche mese vada in gara; unitamente alla gara farò una manifestazione di interesse a livello nazionale”.

Bruno Mancuso, senatore, nel suo intervento ha voluto rimarcare il ruolo cruciale della buona politica, delle Istituzioni e dell’imprenditorialità che lavorano in sinergia per il territorio “rivedere risorgere questo resort è veramente un’emozione e una festa per il cuore di tutti noi nebroidei che siamo legati al nostro territorio. Questo è l’esempio, il risultato pregevole, di una sinergia importante tra le Istituzioni, tra la politica buona, perché qualche volta sa anche essere buona, e l’imprenditoria privata.

Noi ci dobbiamo mettere in testa una cosa che senza imprenditori non si crea lavoro, senza buona politica non si crea lavoro, solo se riusciamo a creare questi circuiti virtuosi con imprenditori che rischiano il loro patrimonio, che sono coraggiosi, che dimostrano di amare il proprio territorio ci sarà sviluppo”.

“Ho colto nella commozione di Turi Calì – prosegue Mancuso, – questa grande partecipazione, il cuore, l’affetto, il rispetto grande che dobbiamo avere per questa famiglia. Io vedevo sua nipote che piangeva – rivolgendosi a Rino Mazzurco, – il papà che piangeva evidentemente questa è una cosa che ci apre il cuore, che ci da la sensazione di persone che sono legate al loro lavoro, legate al loro territorio, che i soldi non li mettono in banca ma li mettono in circolo, rischiando per creare occupazione, per creare ricchezza, quindi va a loro il grande merito di aver saputo investire e creare questa meravigliosa struttura; che è un punto di rinascita per il nostro territorio, che purtroppo in questi ultimi anni ha avuto anche dei riflessi negativi sul piano dell’immagine. Dobbiamo assolutamente dimostrare al mondo che il nostro è un territorio sano, fatto di persone per bene, di politica buona, di imprenditoria buona, di voglia di rinascita; quindi un grazie di cuore a questa meravigliosa famiglia”. Il Senatore conclude dicendo “sono felice perché ricorderò sempre questo giorno, il mio ultimo giorno da parlamentare, perché da domani si insedia quello nuovo, quindi è un momento importante per cui vi ringrazio”.

Francesco Calanna, presidente del Gal Nebrodi Plus spiega l’importanza che iniziative come questa hanno per i Nebrodi e per lo sviluppo del territorio “questa struttura immersa tra la faggeta, i lecceti dei Nebrodi è una struttura che parla di storia. Ma è anche un messaggio al territorio dove si può realizzare un’imprenditoria sana, con un confronto con il pubblico e quindi un’azione virtuosa per rimettere in moto quella che noi riteniamo sia la prospettiva dei Nebrodi, cioè lo sviluppo ecosostenibile e compatibile.

Io penso che non solo i Nebrodi, ma la Sicilia deve ripartire dall’agricoltura e dal turismo, sono questi i due pilastri sui cui costruire un percorso di rinascita, con un’imprenditoria sana. Ho visto il sindaco di Cesarò che si è commosso, a questa inaugurazione, e io gli ho detto che lui non deve commuoversi ma deve pensare come, visto che nel Patto per la Sicilia è stato inserito l’hotel Chisari, riusciamo a traguardare anche quell’appuntamento; perché questo luogo deve diventare un centro di attrazione per il turismo naturalistico, per il buon relax e per il turismo legato alla buona gastronomia.”

Filippo Ribaudo, commissario straordinario per il Consiglio della Città Metropolitana di Messina, ha detto “tengo a ribadire l’aspetto della legalità, abbiamo bisogno di legalità che ci porta un grande sviluppo nei Nebrodi. Mi complimento con la famiglia Mazzurco perché ha realizzato un’opera meravigliosa. È una meravigliosa struttura e qui aiuta sicuramente la natura che abbiamo intorno. A loro auguro tanta fortuna e tante soddisfazioni, le cose importanti non sono i soldi sono le soddisfazioni di aver realizzato un’opera così importante e di dare lustro a tutta la nostra comunità dei Nebrodi”.

La cerimonia si è conclusa con la benedizione del resort impartita da padre Nunzio Vasta, parroco di Cesarò, che ha voluto dedicare un pensiero spirituale e morale alla giornata “tutto è nella provvidenza di Dio anche questo bianco che c’è intorno a noi. Bianco che è luce, senz’altro, questa luce sta a noi a significare che segna un passaggio da un comportamento tenebroso a questo comportamento di luce, infatti si parlava del termine legalità.

Questo luogo dei Nebrodi è un luogo dove chi viene non solo deve ristorarsi fisicamente ma deve ristorarsi anche spiritualmente, perché il luogo offre perfettamente questa possibilità, il luogo e la natura che ci circonda, con la sua vegetazione, con i suoi alberi. Auguro a chi viene qui che possa dire “ma guarda ci ritornerò perché li veramente mi sono incontrato non solo con delle persone, mi sono incontrato con il creatore”. Questo bel creato che c’è oggi, c’è anche questo bianco della neve, che richiama ad essere nella luce fuori dalle tenebre. Venire qui è un momento di gioia interiore, di abbracciarsi con la natura e con le persone che si troveranno qui.”

Foto di Rosalinda Saraniti 

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