Il Comune di Troina sancisce il principio secondo cui l’acqua è un bene comune pubblico e patrimonio dell’umanità e di tutte le specie viventi e che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale non assoggettabile a norme di mercato.

Su proposta di delibera del sindaco Fabio Venezia, votata all’unanimità dal consesso civico lunedì scorso, lo Statuto comunale è stato integrato con un ulteriore comma all’articolo 1 “Criteri e principi fondamentali”: “Il Comune di Troina riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; riconosce che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini”.

“Questa modifica – spiega il primo cittadino – che riteniamo sancisca un principio di importanza vitale per tutta la nostra comunità, si inserisce nella battaglia che da diverso tempo stiamo conducendo per far ritornare il servizio idrico alla gestione comunale. Siamo già riusciti a staccarci dall’Ato rifiuti e contiamo presto di uscire dalla gestione privatistica di AcquaEnna, perché è inaccettabile che la nostra Provincia, la più povera d’Italia, paghi la tariffa nazionale più alta. Su un bene così importante e vitale crediamo non debba esserci né lucro né alcuna logica di profitto, ma garanzia per tutti”. 

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