Sedici pannelli in maiolica dipinta a mano, realizzati dall’artista troinese Sandro Impellizzeri, che raccontano le principali tappe della storia normanna di Troina e della Sicilia, dall’arrivo dei Normanni a Messina all’assedio di Troina, dalla battaglia di Cerami all’incontro con Papa Urbano II°, dalla conquista di Palermo all’istituzione delle prime sedi vescovili siciliane.

È quanto prevede il “Museo diffuso della storia normanna”, il progetto che l’amministrazione comunale intende realizzare nell’antico e suggestivo quartiere medievale di “Scalforio”, attraverso l’installazione delle formelle lungo un percorso guidato ed opportunamente indicato da illuminazione artistica, didascalie ed audioguide in quattro lingue.

“L’idea – spiega il sindaco Fabio Venezia – , nasce per ricordare e valorizzare il glorioso passato normanno di Troina, quando la città per un trentennio fu capitale della conquista normanna e residenza privilegiata del Conte Ruggero. Troina in quel periodo divenne un vero e proprio laboratorio della politica ecclesiastica dei nuovi sovrani, che vi fondarono la prima sede vescovile siciliana dopo la dominazione araba e, grazie al sostegno della nobiltà greca locale, ben quattro delle più importanti fondazioni monastiche italo-greche siciliane”.

Un vero e proprio Museo all’aperto, che si snoderà nelle strette viuzze del centro storico con archi, sistemi murari e torri, che permetterà al visitatore di immergersi in uno scenario medievale, attraverso la guida dei 16 pannelli, delle dimensioni di 3×2 metri, 4 dei quali sono già stati realizzati dall’artista, mentre i rimanenti saranno commissionati dal Comune a partire dai prossimi mesi.

“Anche sotto il profilo architettonico e monumentale – prosegue il primo cittadino – , i Normanni lasciarono in città evidenti tracce: dalla costruzione della cattedrale dedicata alla Virgo Puerpera  alla chiesa abbaziale di San Michele, alla cittadella fortificata collocata sull’estremità più alta della città, dotata di tre torri, di cui una, la Capitania, costituiva il maschio del castello. Un glorioso passato dunque, che siamo certi possa costituire un elemento di forte originalità e di grande attrazione per i turisti”.   

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