L’ex poliziotto Mario Ceraolo è indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero, calunnia e diffamazione a mezzo stampa. Lo afferma in un comunicato stampa l’avvocato Mario Consentino del foro di Enna che rappresenta il sindacato di polizia (SIAP). 

Ceraolo, oggi in pensione, è iscritto nel registro degli indagati,  dalla Procura di Messina, per i reati di calunnia, (art 368 c.p.) false informazioni al pubblico ministero (art. 371 bis c.p.) e diffamazione a mezzo stampa (art 595 comma 3 c.p.).

“La Commissione Antimafia Siciliana – scrive l’avvocato nella nota – mette in dubbio l’attentato ad Antoci, affermando che l’ipotesi della natura mafiosa è la meno plausibile, mentre ipotizza un “simulazione” ove il dott. Antoci sarebbe stato strumento inconsapevole di una messa in scena. La Commissione ad esclusiva composizione politica, sulla base delle “audizioni” che ha ritenuto di effettuare, di soggetti non presenti sui luoghi, che riferiscono circostanze non direttamente apprese, critica l’operato degli investigatori e delle forze dell’ordine, ma soprattutto contesta le conclusioni della magistraturaLe conclusioni della Commissione, si fondano sulle “fonti” di alcuni giornalisti, chiaramente non svelate e sulle dichiarazioni di un ex dirigente della polizia, dott. Mario Ceraolo, oggi in pensione. Mentre, tutte le informazioni fornite dai soggetti che hanno subito l’attentato, gli elementi riportati dai Questori; le indagini messe a disposizione dagli investigatori della DDA, le risultanze della Centro di polizia scientifica di Roma ed i chiarimenti effettuati dai P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia, sono state messe in secondo piano, pensando solo a trovare piccolissime discrepanze, ma senza fornire una ipotesi credibile dei fatti, in contrasto con le risultanze giuridiche.

La Commissione avalla le ipotesi di alcuni giornalisti, che hanno un interesse nella vicenda, in quanto hanno dei procedimenti a carico (penali e civili), così di fatto alleggerendo la posizione della mafia dei pascoli che è stata molto danneggiata dall’applicazione del “protocollo Antoci”. Così come è giusto informare i lettori che per le accuse effettuate dal Ceraolo (unico ad aver richiesto la segretazione alla Commissione) è stato iscritto nel registro degli indagati,  dalla Procura di Messina, per i reati di calunnia, (art 368 c.p.) false informazioni al pubblico ministero (art. 371 bis c.p.) e diffamazione a mezzo stampa (art 595 comma 3 c.p.).

Lo stesso Ceraolo, su cui molto si è parlato in passato, suocero di un malavitoso di spicco del Messinese (Bonaffini Salvatore), in precedenza è stato rinviato a giudizio presso il Tribunale di Catania per una serie di gravi reati, tra cui la redazione di verbali di sommarie informazioni testimoniali, modificati e con apposizioni di firme false. Per tali reati il Tribunale ha ritenuto che non era stata raggiunta la prova dell’insussistenza del reato, per cui non dovendo dichiarare l’assoluzione ne veniva dichiarata l’intervenuta prescrizione” – spiega l’avvocato Consentino.

Il sindacato di polizia (SIAP) ha deciso così di conferire il mandato all’avv. Mario Consentino del foro di Enna, al fine di effettuare le indagini difensive e tutelare l’immagine dei propri iscritti e della polizia, contro coloro che stanno delegittimando e denigrando, in modo violento e sconsiderato

“Ritengo – prosegue Consentino – che i miei assistiti abbiano subito un torto,…… quello di non essere stati feriti o uccisi, ovvero per usare le affermazioni della Commissione, alla quale è apparso strano che “senza che alcuno rimanesse ferito”; in quel caso sarebbero stati tutti in prima fila a piangere i poliziotti. Mi pare strano che già, in data 24 settembre 2019, prima della pubblicazione della relazione della Commissione, il dott. Basso Vincenzo (uno dei giornalisti su cui si fonda la relazione), rinviato a giudizio per il reato di diffamazione a mezzo stampa, abbia indicato quale teste a discolpa, il Presidente la Commissione dott. Claudio FAVA, unitamente a Ceraolo, Viviano ed ai già noti FOTI BELLIGAMBI Giuseppe e Sebastiano“. 

 

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