venerdì - 02 dicembre 2016
 
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Capo d’Orlando, la spiaggia di “Sapore di sale” è ancora lì

foto san gregorio
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La denuncia dell’imprenditore Carlos Vinci: c’è un progetto di 28 milioni per creare scogliere e rovinare tutto

foto san gregorioContrordine compagni: la spiaggia di San Gregorio a Capo d’Orlando, quella tanto cara a Gino Paoli che qui ha scritto la canzone “Sapore di sale”, non è affatto sparita anzi è lì, intatta, e nulla è cambiato rispetto agli ultimi anni. Lo dice, in un post su Facebook Carlos Vinci, imprenditore, animatore dell’iniziativa Mare d’Amare, che da anni si batte per il rilancio turistico del borgo di San Gregorio. progettoNon solo, Vinci rilancia il tema del ripascimento del litorale orlandino e denuncia, rispondendo a un commento: «Io voglio risolvere il problema del l’erosione e visto che San Gregorio è già pieno di scogliere e sul lungomare ed anche nella via Trazzera Marina ne hanno messo a decine, bisogna buttare solo sabbia così come era previsto per gli anni scorsi. Erano previsti versamenti di 40 mila metri cubi di sabbia per anno e non lo hanno fatto. Ora con la scusa di “Sapore di sale” stanno cercando di creare allarmismi per chiedere alla Regione 28 milioni di euro per fare scogliere e rovinare tutto. Se ha visto le foto degli anni 50 a San Gregorio la spiaggia è stata più o meno sempre la stessa».

Nel 2009 è stato presentato dal Comune di Capo d’Orlando al ministero dell’Ambiente un progetto preliminare da quai 28 milioni di euro (27.250.000 euro) per la realizzazione di 26 pennelli a forma di “T”. Il progetto prevede, di fatto, di separare la spiaggia dal mare con la collocazione dei pennelli a forma di “T” a partire dalla foce del Torrente Zappulla fino al Faro orlandino. Tra i firmatari del progetto, in qualità di esperto, il geologo Giovanni Barbagallo che è stato arrestato la notte del 2 novembre 2010 nell’operazione antimafia Iblis dei Carabinieri del ROS di Catania, in quanto ritenuto il collegamento tra mafia e politica, è stato successivamente, condannato, nel settembre 2014, dalla Corte d’Appello di Catania a 6 anni di reclusione.

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