martedì - 06 dicembre 2016
 
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Capri Leone, raccolta di fondi per demolire la Chiesa ecomostro

Fotoecomostro
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Una sottoscrizione pubblica per raccogliere i fondi destinati a finanziare la demolizione dell’ecomostro che deturpa il centro storico di Capri Leone in provincia di Messina. Si tratta della struttura in cemento armato della chiesa di Santa Maria Assunta: l’edificio medievale è stato demolito nel 1971 perché ritenuto instabile e la Regione ha finanziato negli anni almeno 240 milioni (di lire) risultati peraltro insufficienti a completare la ricostruzione della chiesa. Ne è venuto fuori un mostro di cemento, simbolo di incompiute e sprechi. Che ora l’amministrazione comunale guidata da Bernadette Grasso vuole demolire.

grasso bernadette

Il sindaco di Capri Leone Bernadette Grasso

Ma il Comune non ha i soldi sufficienti per farlo e per questo motivo il sindaco ha deciso di rivolgersi ai cittadini, agli imprenditori per chiedere un contributo. Sono necessari almeno 100mila euro e i progetti (una ventina), del resto, vi sono: nel 2009, grazie alle segnalazioni di Legambiente nell’ambito della manifestazione “Piccola grande Italia”, è stato bandito un concorso di idee cui hanno risposto architetti da tutto il mondo. La demolizione del mostro in cemento armato, dice Salvatore Granata oggi presidente onorario di Legambiente dei Nebrodi «è un punto di partenza importante per la riqualificazione dell’antico borgo di Capri Leone. Un centro oggi quasi completamente disabitato ma che può tornare a nuova vita grazie al turismo sostenibile e di qualità».

«L’iniziativa di Legambiente – spiega Bernadette Grasso, in una lettera che sarà inviata nei prossimi giorni agli imprenditori del paese – ha prodotto numerose e qualificate idee progettuali avanzate da professionisti italiani e da scuole di architettura straniere e, al contempo, ha suscitato interesse a livello nazionale e la partecipazione attiva della nostra cittadinanza». Nonostante i problemi economici e quelli relativi alla titolarità dell’immobile (la chiesa ovviamente è di proprietà della Curia di Patti) l’amministrazione comunale di Capri Leone ha elaborato un progetto che prevede, almeno, l’immediata demolizione della parte superiore della costruzione. «L’attuazione di questo progetto – spiega il sindaco – consentirà di eliminare quei volumi che turbano l’equilibrio architettonico del centro storico e costituirà il volano per una sua valorizzazione in termini turistici e quindi economici. L’amministrazione comunale si propone di far fronte a buona parte della spesa occorrente per i lavori di demolizione ma i fondi non saranno purtroppo sufficienti a completare l’intervento».

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