sabato - 03 dicembre 2016
 
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Castel di Tusa, ritorna domenica il “Rito della Luce”

Piramide – 38º parallelo dello scultore Mauro Staccioli
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Castel di Tusa – Il Rito della Luce ritorna nel luogo in cui fu pensato: la Piramide – 38° Parallelo di Mauro Staccioli, innalzata su una collina da cui si può vedere il mare. La Piramide ricomincerà a “parlare” al calar del sole: racconterà al sua storia fatta di pace e bellezza, virtute e conoscenza, si vestirà di bianco e proteggerà la luce. Mai come quest’anno però, la Piramide voluta da Antonio Presti si erge a luogo simbolico di Resilienza, rigenerazione, trasformazione. Da resistenza alla politica istituzionale che non promuove la Conoscenza come valore di futuro, a resilienza che non si oppone ma si trasforma. La Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte quindi non si ferma, ma continua il percorso di Bellezza e Conoscenza confermando il suo impegno di devozione e donazione ai siciliani.

Domenica 21 giugno (dalle 10 al tramonto), si rinnoverà quindi il Rito della Luce: la Piramide sarà aperta ai visitatori che varcheranno la sua soglia per camminare nell’oscuro tunnel, raggiungere il suo centro e percorrere il viaggio all’interno della spirale. Lì saranno toccati dai raggi del sole e, nell’uscire, ritroveranno luce nel tunnel prima oscuro. Artisti, ballerini, cantori, e centinaia di candele, accompagneranno il percorso.

Dopo l’esperienza catanese del Rito della luce – Solstizio d’inverno, l’anno scorso, durante il quale la Fondazione, per proteggere la Luce, scelse di sospendere la manifestazione a causa di assurdi e inspiegabili problemi istituzionali (una diffida dei Vigili del Fuoco), il Rito ritorna quindi per il solstizio d’estate, alla Piramide – 38° Parallelo, sulla collina di Motta d’Affermo.

“Il percorso all’interno della Piramide è un cammino dall’oscurità alla luce, restituisce Bellezza e Conoscenza al visitatore e ridà valore al futuro. Riacquisiremo la gioia solo credendo di nuovo nel domani e ridandogli valore – dice Antonio Presti che prosegue il suo impegno etico e civile nella valle di Halaesa, dove ha creato la galleria en plein air di Fiumara d’Arte,in questo momento sottoposta al più imponente intervento di recupero mai avviato su un complesso di opere d’arte -. L’unico modo per uscire dalla crisi di valori che ci sta assorbendo, è quello di riconnettersi al futuro attraverso la spiritualità, che ci permetterà di ricontattare lo stupore, la meraviglia, la gioia”.
La Piramide – 38° Parallelo di Mauro Staccioli, è alta trenta metri, orientata a nord-ovest e spaccata da una fessura da cui, al tramonto, penetra la luce. Non sono casuali le sue coordinate geografiche, è infatti collocata proprio al 38° parallelo, bilancia universalmente due opposti: da una parte la Corea, luogo di sofferenza e divisione, dall’altra la Sicilia che con la sua Piramide diventa un luogo di unità e di pace. La sua corazza in acciaio corten, un materiale che con il tempo si ossida fino ad assumere lo stesso colore ferroso della terra da cui sembra nascere, si raffredda al calar del sole. Ed è in quel momento che l’opera di Mauro Staccioli comincia a “parlare” ai visitatori. Prodotti dalle giunture che si raffreddano, si odono infatti crepitii ed echi, mentre al centro dello spazio si ritrova un percorso a spirale, simbolo di un viaggio iniziatico. Questo percorso, realizzato con imponenti pietre trovate durante i lavori di scavo, rafforza l’anima della Piramide per restituire Bellezza e Conoscenza e, in questo anno, anche Gioia di vivere. E questo in un momento in cui nella società si perpetuano i poteri del denaro, del consumismo, della globalizzazione, delle banche e delle multinazionali e con essi lo stato di crisi. Perché è proprio da un cammino spirituale che bisogna ripartire per riappropriarsi della gioia, dello stato di stupore e di meraviglia, e non dal denaro che, in quanto potere, non fa che generare paura, negazione del futuro e depressione spirituale.
Quest’anno quindi, l’esortazione di Fiumara d’Arte ai partecipanti al Rito è quella di tornare ad ascoltare il silenzio, questa volta per riprendersi la Gioia di vivere al punto da farne un inno. Artisti, bambini e chiunque interverrà, condividerà quindi questa Gioia, che può manifestarsi solo se nel cuore c’è quel tamburo di Bellezza che è la consegna della luce della Conoscenza: luce che la Piramide donerà questo 21 giugno, come sempre ha fatto, ai visitatori che varcheranno la sua soglia per camminare nell’oscuro tunnel, raggiungere il suo centro e percorrere il viaggio all’interno della spirale. Lì saranno toccati dai raggi del sole e, nell’uscire, ritroveranno luce nel tunnel prima oscuro. A quel punto saranno illuminati e la loro missione sarà quella di consegnare sempre Conoscenza, senza dimenticare mai che la potenza di quest’ultima risiede nella condivisione. Più la consegniamo, più aumenta. E non è questione di denaro, ma solo di cuore.
“Per riprendersi la Gioia di vivere – dichiara Presti – il popolo siciliano dovrebbe anche comprendere che non può più prendere in maniera scellerata dalla Grande Madre, la terra di Sicilia, ma che è giunto il momento di restituire a lei: attraverso l’orgoglio di essere siciliani e il diritto alla cittadinanza con la cultura e la Bellezza. Restituendo rigeneriamo e rigenerando trasformiamo, e quindi dallo stato di depressione possiamo passare a quello di gioia. Il percorso di futuro, per l’essere vivente, così come per Fiumara d’Arte, dovrà passare dunque attraverso il restituire, il rigenerare, il trasformare e infine sugellare il tutto con il ringraziamento”.
Il grande mandala monumentale “Il cammino della gioia” sarà realizzato da Concetta De Pasquale e Anna Di Leo.

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