domenica - 24 settembre 2017
 
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Devozione forte per la comunità ceramese

Cerami in festa per la Madonna della Lavina

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Entrano nel clou i festeggiamenti in onore della Madonna della Lavina, nel centro nebroideo; quest’anno ricade il 10°anniversario della elevazione del Santuario Diocesano. La devozione alla Madonna della Lavina è forte per la comunità ceramese, le sue origini sono legata all’evento prodigioso del ritrovamento, nel XVII secolo, di una sacra icona tra le acque di un piccolo torrente. Le origini del quadro della Madonna della Lavina e la storia del suo ritrovamento, non si conoscono con certezza.
Il Pitrè, ad esempio, nel volume “Feste patronali in Sicilia” riferisce che tra i ruderi di un vecchio monastero di benedettine, situato ove ora sorge il Santuario della Lavina, venne alla luce un quadro della Madonna, che Vito Amico fa risalire al 1300. Un dipinto di origine bizantina, oggi custodito nell’Abbazia di San Benedetto, dedicata anche a “Santa Maria di Lavina”. Nel “Lexicon topograficum Siculum” (Catania, 1740), lo storico Vito Amico scrisse “il Monastero di monache è adorno del titolo di Santa Maria di Lavina, sotto gli istituti di San Benedetto; erano quelle un tempo fuori il paese; stanno oggi sotto il tempio principale, e mostrano un’antichissima tavola di Madonna, illustre per meravigliosi prodigi”.

L’ipotesi più accreditata è quella che “la preziosa icona fu donata alle suore benedettine da Giorgio Maniace, generale normanno che durante il XIV secolo fece edificare a Cerami due monasteri, quello di località Rahali e quello in località Carcia, oggi Lavina, in cui si insediarono le suore benedettine. Le suore del monastero di Lavina, con l’intento di preservare l’icona dalla lotte iconoclastiche che anche in Sicilia conobbero momenti di ferocia e di tremende devastazioni, inchiodarono il quadro della Madonna ad una trave del soffitto, rendendone così difficile ed impossibile il ritrovamento. In seguito, esse abbandonarono il monastero di Lavina per la sua vetustà e si trasferirono nel centro abitato, nel monastero annesso all’abbazia di San Benedetto. Il vecchio monastero, così abbandonato, andò in rovina seppellendo, tra i suoi ruderi, l’icona della Madonna. La tradizione vuole che la Madonna sia apparsa più volte in sogno ad una delle suore e l’abbia invitata a riferire all’arciprete del luogo che sotto le rovine del vecchio monastero si trovava una sacra immagine che la rappresentava e di disseppellirla. L’invito fu accolto con scetticismo dal sacerdote, e dopo la terza apparizione cadde una pioggia torrenziale e dalle macerie del monastero rinvenne galleggiando la trave su cui era inchiodato il quadro della Madonna. L’indomani un contadino, che attraversava il luogo del vecchio monastero, notò che la sua mula, si inginocchiò sul posto dove giaceva, sotto il fango e la melma, la sacra immagine. Il contadino, stupito ed impressionato dall’atteggiamento dell’animale, chiamò a raccolta quanti lavoravano nelle vicinanze. Si cominciò a scavare e, con stupore dei presenti, si rinveniva il quadro della Madonna. Ancora oggi si racconta che sulla sacra icona ritrovata vi è impressa l’impronta dello zoccolo della mula. Non appena l’arciprete ebbe notizia dell’episodio, scosso e pentito, fece suonare le campane a festa e assieme ad una gran folla di fedeli si recò a Lavina e con grande devozione fu raccolta la sacra icona”.

L’immagine ritrovata fu chiamata “Santa Maria di Lavina”, dal luogo del suo ritrovamento “u lavinaru” che vuol dire torrente. In realtà, la Sacra Icona che ha preso il nome di Madonna della Lavina rappresenta secondo la tradizionale iconografia la Madonna delle Grazie, detta così perché nell’atto di allattare il Bambino Gesù. Il quadro della Madonna della Lavina raffigura una Madonna con un volto dolce e delicato, messa in posizione seduta, che accoglie fra le sue braccia il suo Figlio divino , che con la bocca poggiata al seno materno guarda l’osservatore piuttosto che la Madre. L’icona è stata arricchita da una cornice ovale a sua volta contornata da una corona di fiori dipinti su di un tavolato che finisce con un’altra cornice che da all’intera composizione la forma rettangolare. Sulla testa della Madonna e del Bambino poggiano due corone dorate, opere di argentieri palermitani, donate dall’Associazione Culturale “Il Gabbiano” di Cerami, nel 2007, in occasione dell’Innalzamento a Santuario Diocesano.

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I festeggiamenti in onore della Madonna della Lavina prendono avvio, ogni anno, il 30 agosto con la novena e “I viaggi dei fedeli a Lavina”. Il 4 settembre, si svolge la “Questua per le vie del paese”. Il 5, avviene il “Pellegrinaggio cittadino alla Lavina”, caratterizzato da una fiaccolata che si snoda dalla Chiesa Madre al Santuario a cui partecipano tutte le Autorità cittadine, le Confraternite, le Associazioni e i fedeli. Il 6 settembre, invece, è la volta dei pellegrini che a piedi giungono a Cerami da Troina e Capizzi, i quali con il loro “Viaggio” rendono omaggio alla Madonna.

L’alba del 7 settembre segna l’inizio della lunga giornata di Festa, caratterizzata dalla processione dell’effige in due atti. Alle 6.30 si svolge la Celebrazione Eucaristica a chiusura della novena. Segue, alle 8.30, la sfilata per le vie del paese del Corpo Bandistico “G. Rossini” di Cerami. Alle 9.30, parte dall’Istituto Suore Sacramentine, il Corteo del Comitato “Maria SS. della Lavina” e dei giovani della comunità parrocchiale per la tradizionale offerta del “Manto alla Madonna”. Alle 10, inizia la Processione della Sacra Icona della “Madonna della Lavina” dal Santuario alla Chiesa Madre.
Presso la Chiesa Madre, alle 12, si svolge la solenne Celebrazione Eucaristica. Al termine della celebrazione l’Icona della Madonna viene traslata presso la Chiesa Abbazia di San Benedetto, al cui interno si trova l’icona di origine Bizantina del 1300 che si venera sotto il titolo di “Santa Maria di Lavina”. Il palio e le “bandiere di alloro” precedono la processione. Il quadro della Madonna è posto su un “baialardu”, portato a spalla.
Nel tardo pomeriggio riprende la processione, con il secondo atto. Si ripete, alle 18, la sfilata per le vie del paese del Corpo Bandistico “G. Verdi” di Cerami. Segue, alle 18.30, presso l’Abbazia di San Benedetto la Celebrazione Eucaristica e i Solenni Vespri in onore della Madonna. Alle 20 l’Icona della Madonna verrà portata in processione dall’Abbazia al Santuario; parteciperanno il Clero, le Confraternite, le Autorità civili e militari, le Autorità dei Comuni del circondario e del Parco dei Nebrodi. In Piazza Marconi, il Sindaco pronuncerà l’atto di affidamento della Città di Cerami alla Madonna della Lavina; con l’intonazione dell’Ave Maria da parte di Carolina Cocomero, accompagnata al pianoforte dal Maestro Luigi Casabona.

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Venerdì 8 settembre si celebrerà la “Festa della Natività della B.V. Maria”, con la Celebrazione Eucaristica presso il Santuario.
Il grande sentimento di devozione e grazia, che lega la comunità ceramese alla Madonna della Lavina, è testimoniato anche dalle parole della preghiera che i fedeli ad Ella rivolgono:
“Madonna della Lavina a Te ricorriamo e sotto la tua protezione cerchiamo rinnovato rifugio
Vigile Madre e Stella fulgidissima che silenziosamente vegli sui passi dei tuoi figli non disdegnare le suppliche di noi ancora pellegrini verso la Patria Tu sei stata eletta dalla prescienza del Padre quale singolare Madre del suo Figlio ed in questo Santuario posta dallo Spirito Santo come sicuro porto di salvezza
Tu, invocata sotto il titolo della Lavina fa sgorgare per noi l’acqua della grazia e disseta i nostri cuori assetati di Verità all’unica sorgente della Vita
La Tua dignità singolare e la Tua intercessione questa tua immagine da secoli devotamente ricorda ed invita tutti a ricorrere a te
O Madre tenerissima indirizza i passi di noi pellegrini sulle vie della salvezza e ripetici come ai servi di Cana: ”Fate quello che Gesù vi dirà”.

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