L’incarico di cui parliamo riguarda l’affidamento diretto delle prestazioni d’ingegneria per l’importo complessivo di 18.397,60 euro in vista dei lavori di “Recupero e restauro conservativo dei ruderi del Castello e riqualificazione ambientale dell’antico tracciato denominato strada comunale “Castello-Fontana” nel centro storico”. Un progetto, dell’importo complessivo di oltre 1 milione e 300 mila euro che prevede, oltre al consolidamento e restauro conservativo dei ruderi del Castello e dell’abside della chiesa di San Michele, l’illuminazione e l’arredo della vasta area interessata.

Il Comune di Galati Mamertino, senza alcuna procedura di evidenza pubblica e con affidamento diretto, assegna l’incarico di verifica del progetto esecutivo ad un ingegnere di Piraino. Ed è subito polemica. A sollevarla pubblicamente, sulla propria pagina del social Facebook, il gruppo dei consiglieri comunali decaduti: Calogero Barone, Davide Di Nardo, Giuseppe Drago, Federico Miceli e Antonella Truglio.

“L’etica politica dell’Amministrazione Baglio – scrivono i consiglieri – si vede anche da come indirizza gli atti gestionali dei suoi dirigenti. Un’Amministrazione che affida un incarico diretto, o da indicazioni per l’affidamento, ad un professionista del luogo raggiunge l’obiettivo di sostenere l’economia del proprio paese. Ma se allo stesso Amministratore passa alla mente l’idea di affidare un incarico diretto a professionisti di altri paesi, senza essere toccato minimamente dall’obbligo morale nei confronti dei propri cittadini, mostra una scadente qualità nel modo di fare politica e getta ombre su se stesso e sul proprio agire. Garantire una procedura pubblica – si legge nell’osservazione “postata” sul social – significa consentire la libera partecipazione che si traduce, per l’Amministratore del Comune, in giusto rispetto e giusta considerazione nei confronti dei professionisti locali.”

Anche se la procedura di affidamento diretto e regolarissima, ci è sembrato di capire, da quando denunciato pubblicamente dagli ex consiglieri, che di professionisti a Galati Mamertino, in possesso delle Certificazioni di Qualità, necessarie per l’espletamento delle prestazioni d’ingegneria richieste dall’Ente, ve ne siano parecchi e che la polemica sia scoppiata perché l’Amministrazione, con l’indicazione che avrebbe dato all’ufficio tecnico, non avrebbe tenuto conto degli stessi ed ha preferito affidare l’incarico ad un ingegnere forestiero, trascurando l’obbligo morale nei confronti dei propri cittadini, professionisti, che a Galati vivono, lavorano e pagano le tasse.

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E’ possibile che i professionisti galatesi, da chi ha deciso l’affidamento diretto, non vengono ritenuti all’altezza dell’incarico? O Forse, prima dell’affidamento al professionista di Piraino, saranno stati interpellati e hanno rifiutato assumere il medesimo incarico? Non lo sappiamo e per tale motivo non possiamo pronunciarci. I consiglieri decaduti che fanno scoppiare la polemica, si saranno chiesti se in chi ha definito l’affidamento dell’incarico al tecnico di Piraino riflettesse quella carica umana, altruistica e misericordiosa atta a dare aiuto ad un professionista che, rispetto agli ingegneri residenti a Galati, in questo momento potrebbe avere più bisogno? Se così fosse chi ha pensato di dare l’incarico al tecnico pirainese dovrebbe essere guardato, da parte della comunità, con sentimento di apprezzamento e forte ammirazione.  Gli stessi Consiglieri avranno considerato lo stato o l’intensità dei rapporti, di natura personale o politica, tra i professionisti locali e l’Amministrazione, visto che accusano quest’ultima di aver dato indicazioni per l’affidamento diretto ad un tecnico esterno bypassando la procedura di evidenza pubblica? Non sappiamo nemmeno questo.

Sappiamo, perché lo hanno scritto, che il gruppo dei Consiglieri decaduti definiscono l’Amministrazione comunale, guidata da Nino Baglio la più antidemocratica che ci sia mai stata a Galati Mamertino per poi conclude l’azione di contrasto nei confronti della stessa stigmatizzando i metodi clientelari ed invitando il primo cittadino a revocare l’atto per garantire il libero accesso a tutti i professionisti che vogliono concorrere a una progettazione che dovrebbe dare un apporto, in termini di equità, alla realizzazione dei lavori per il restauro conservativo dei ruderi del Castello.