Legambiente contro il presidente della Regione Nello Musumeci. Per gli ambientalisti il governatore della Sicilia avrebbe tradito il “Contratto di costa”, un progetto, realizzato dagli uffici del Commissario di governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana, e sottoscritto, a febbraio di quest’anno, da 14 Comuni della fascia tirrenica del Messinese fra cui Acquedolci, Brolo, Capo d’Orlando, Caronia, Motta D’Affermo, Naso, Reitano, Sant’Agata di Militello, Santo Stefano di Camastra, Torrenova e Tusa. Il contratto si poneva l’obiettivo di fronteggiare il fenomeno dell’erosione lungo ottanta chilometri di costa siciliana, quella che va Patti a Tusa.

“È di questi giorni – scrivono in una nota stampa il circolo Legambiente Nebrodi – la notizia che il Governo Regionale disporrà di altri 174 milioni di euro per contrastare il dissesto del territorio e l’erosione delle spiagge, che si aggiungono ai 155 milioni già disponibili. L’altra notizia è che  contemporaneamente sono stati finanziati progetti di difesa costiera basati sulla riproposizione dei barriere rigide, cioè quella stessa tipologia di opere che è concausa dell’erosione. Uno di questi progetti interessa la spiaggia di Punta Lingua nell’isola di Salina e consiste nella solita posa di pennelli e di una barriera frontale che inevitabilmente finiranno con lo spostare il problema nella spiaggia limitrofa.

Un altro progetto interessa il tratto di costa di Calanovella nel Comune di Piraino e prevede il rafforzamento delle scogliere esistenti, che verranno estese nelle parti mancanti, per creare una barriera di protezione in pietra naturale con una base di tre metri e una altezza media di due. Quest’ultimo intervento suscita ancora più allarme perché tradisce il Contratto di Costa stipulato tra la Regione ed i comuni costieri dei Nebrodi.  Infatti, stando agli accordi sottoscritti, tutti gli interventi nel tratto di costa compreso tra Tusa e Patti avrebbero dovuto rientrare in una pianificazione unitaria, orientata verso l’eliminazione delle cause del fenomeno e il riequilibrio della dinamica costiera, superando i limiti degli interventi puntuali e la discrezionalità nell’erogazione dei finanziamenti.

Il  primo step del progetto generale, annunciato dal Presidente della Regione Musumeci e dal soggetto attuatore dott. Maurizio Croce nel corso di un’iniziativa tenutasi a Patti poco prima delle elezioni europee, doveva essere avviato entro il mese di ottobre 2019. Invece, a tutt’oggi, si finanziano interventi puntuali con logiche d’urgenza che contemplano trattative negoziali per l’affidamento degli appalti rilanciando quell’industria dell’emergenza che favorisce consolidati interessi di progettisti ed esecutori dei lavori.

Spiace rilevare che – concludono gli ambientalisti – a dispetto dei buoni propositi sbandierati in programmi televisivi e riunioni pubbliche, il Presidente Musumeci, nella sua qualità di Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico, ed il suo soggetto attuatore dott. Maurizio Croce, si siano assunti la responsabilità di tradire il Patto stipulato con i Sindaci, lanciando così la corsa al finanziamento di progetti al di fuori di una logica complessiva di riequilibrio ambientale (l’urgenza la invocano tutti!) e per questo si siano rivelati interlocutori inaffidabili”.

 

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