La Fondazione Crimi, presieduta dal Dott. Rocco Crimi, intitolata al compianto padre, Dott. Sebastiano Crimi, rappresenta virtuosa realtà che si occupa di studio, ricerca farmaceutica e storia della farmacia in Sicilia. Il programma, articolato nel corso di un’intera giornata, prevede, alle ore 12, l’inaugurazione della sede del Museo di Scienze Farmaceutiche, mentre nel pomeriggio, a partire dalle 15, avranno luogo, le relazioni di alcuni studenti che hanno prodotto una ricerca sulle farmacie del luogo. Seguirà alle 16:30, la presentazione del volume “Medicina e farmacia”, un catalogo di testi antichi e rari conservati presso la Biblioteca Regionale, a cura della dottoressa Maria Teresa Rodriquez.

Un intervento del Comandante dei RIS di Messina, che illustrerà agli studenti le prospettive lavorative nei nuclei investigativi che richiedono competenze scientifiche. A seguire il momento dedicato agli studenti: la consegna delle borse di studio della Fondazione Crimi agli allievi meritevoli dei dipartimenti di Farmacia e Chimica e tecnologie farmaceutiche degli atenei di Messina e Palermo. Nonostante la sua giovane età, la Fondazione Crimi si qualifica come una realtà già ben radicata ed apprezzata su tutto il territorio, complice la sua struttura ben organizzata e la sinergia con le Istituzioni. Creata per onorare la memoria del dott. Sebastiano Crimi, non poteva che trovare la sua sede naturale proprio a Galati, luogo di nascita del farmacista , la cui memoria è adesso affidata alla moglie, la Professoressa Maria Giovanna Cettina Giallanza e i figli, i dottori Rocco, Massimiliano e Dario Crimi.

Sempre a Galati si trovava la farmacia di famiglia, nella quale Sebastiano Crimi, ha mosso i primi passi della sua carriera, da ragazzino come aiutante della madre e dello zio dietro il bancone, poi da farmacista, dopo la laurea conseguita negli anni ’50 all’Università di Messina con una tesi sugli antocianosidi del glicine, sotto la guida del Prof. Imbesi. La “farmacia” sarà quindi la sua vita, a Palermo, a Biancavilla, quindi nuovamente nel messinese e precisamente a San Salvatore di Fitalia, San Marco d’Alunzio, Naso e infine a Tortorici. Dell’ideale che ha costituito la cifra professionale e umana di Sebastiano Crimi, di una farmacia” non come mero luogo di dispensazione del farmaco, ma come nobiltà e attenzione per i clienti e gli utenti, i fondatori con in testa il Presidente, Rocco Crimi, hanno fatto lo “scopo” o “interesse superindividuale” che caratterizza l’ente fondazionale, ovverosia lo studio, la ricerca farmaceutica e della storia della Farmacia in Sicilia attraverso il conferimento di borse di studio, indirizzate agli studenti meritevoli di Farmacia, selezionati da un comitato scientifico di respiro europeo costituito da professori universitari, uomini di cultura e farmacisti di pluriennale esperienza.

Leggi anche:  Falcone, si spacciano per falsi medici e derubano un’anziana

Riconosciuta come ente sociale dalla Regione Sicilia e convenzionata con le Università degli Studi di Messina e Palermo, con l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Messina e con FederFarma, la Fondazione Crimi partecipa con un contributo alla competizione di latino “Certamen Peloritanum” indetta dal Liceo Classico “Francesco Maurolico” di Messina, bandisce il concorso fotografico “La farmacia in uno scatto”, ma soprattutto mette in campo dei progetti finalizzati al supporto degli studenti universitari di Farmacia e CTF particolarmente meritevoli. Da ricordare, è il “Sette&mezzo” destinato ai neo iscritti, che riceveranno nella prima fase un “premio” pari all’importo della tassa di iscrizione alla loro università, in base ad una graduatoria ottenuta moltiplicando il punteggio riportato nel Test di ammissione ai corsi di laurea normalizzato in ottantesimi in base ai Bandi di Ammissione dei tre Atenei siciliani per il voto di Diploma di Scuola Media Superiore diviso 1000.

Il punteggio minimo è di 7,5. Il progetto “#FareFarmacia” si occupa poi di favorire il contatto tra università e mondo del lavoro attraverso collaborazioni con farmacie, laboratori farmaceutici e cosmetici, industrie chimiche e farmaceutiche, depositari e distributori intermedi del farmaco. Rivolto agli studenti meritevoli di reddito medio-basso che, non avendo usufruito di particolari agevolazioni, hanno avuto la necessità di prendere in affitto appartamenti o camere, è invece il “#CasaFarmacia”: la Fondazione rimborserà loro la somma di €100,00 di affitto mensile fino a 12 mensilità. Il progetto “Strafarmacia” è invece previsto per studenti stranieri, cittadini europei o extracomunitari con permesso di soggiorno per motivi di studio o richiedenti asilo, domiciliati protempore in Italia, iscritti dal secondo anno in poi ai corsi di aurea specialistica magistrale in Farmacia e CTF di Unipa, Unict e Unime con media ponderata pari a 24/30 con almeno il 75% dei CFU dell’anno precedente alla domanda.

Leggi anche:  Lavoratori Asu, stato di agitazione permanente a Galati Mamertino

“Investire in cultura e ricerca – afferma il presidente Rocco Crimi – è quindi lo spirito che anima la Fondazione attenta anche alla conservazione e alla divulgazione della tradizione farmaceutica, come attestato dalla molteplicità di pubblicazioni a tema edite dall’ente e dall’allestimento di sedi museali, come il “Museo dei Nebrodi di Scienze Naturali e Farmaceutiche” che comprende anche una sezione micologica, in cui sono conservate, ancora nelle ampolle originali, sostanze chimiche come idrobromati di chinina, valerianato di chinina, chinino bromidrato, mercurio ossilodrato o arsenico, queste provenienti dal fondo “Sebastiano Crimi”, mentre la celebre Claviceps purpurea, comunemente nota come “segale cornuta” proviene dalla farmacia del dott. Peppino Crimi, a San Marco d’Alunzio ed altre ancora dalla farmacia Abate di Messina e da altre farmacie della provincia”. Sarà inoltre possibile anche ammirare i “ferri del mestiere”, come antichi mortai in pietra, di vetro o di bronzo, alcuni dei quali risalenti addirittura al XVI secolo, vasi da farmacia, coloratissimi albarelli e bocce in maiolica del ‘Settecento e dell’Ottocento, ma anche beker, imbuti, ampolle, bilance, fino ad arrivare alle siringhe di vetro che erano comunemente in uso una volta nelle case private”.