sabato - 03 dicembre 2016
 
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Gioco d’azzardo, Cosa nostra controlla la Sicilia orientale

Dia
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Nessun settore guadagna come il gioco d’azzardo, nessun settore interessa come il gioco d’azzardo. Il gambling muove masse di denaro troppo consistenti per non attirare l’attenzione di organizzazioni illecite, e anche Cosa Nostra vuole una fetta della torta. Lo conferma un rapporto della DIA pubblicato di recente.

La Direzione Investigativa Antimafia ha osservato che l’organizzazione mafiosa ha deciso di rinunciare alle attività criminali di minore importanza, puntando ai colpi grossi, come si evince da una nota stampa pubblicata sul quotidiano Agimeg. L’idea è diventare un’impresa criminale più elitaria, con pochi illeciti ma per guadagni tanto grossi da tenere in piedi la baracca. Tra questi grandi classici come la manipolazione di appalti pubblici e il controllo nel campo dei trasporti, ma anche qualche novità. Il gioco d’azzardo appunto, che fino a qualche decennio fa era sfruttato con l’istituzione di giri clandestini. Ora che l’esplosione dell’online e il conseguente controllo Statale hanno reso questa pista poco praticabile, l’obiettivo è diventato la gestione delle sale scommesse.

I giochi più praticati in Sicilia, come nel resto della penisola, sono le slot machine e le scommesse sportive. In un business da 88 miliardi di euro all’anno (di cui quasi 9 finiscono nelle casse dell’Erario), queste due specialità costituiscono insieme più dei due terzi del volume di gioco totale. Con anche la possibilità di “pulire” in denaro sporco grazie a vincite, reali o presunte, nei centri scommesse raggiunti da Cosa Nostra. La gestione che sfugge al controllo Statale permette anche di infrangere alcune delle leggi base del gioco d’azzardo, come il divieto ai minorenni. La Sicilia orientale, dove il lavoro dell’organizzazione mafiosa è particolarmente presente, è una delle zone italiane più soggette al fenomeno del gioco minorile. Non una coincidenza, senza dubbio.

Il successo crescente dell’azzardo non fa che convincere Cosa Nostra ad appropriarsi di un numero maggiore di centri. Anche online, con la creazione di siti o più spesso accordi con aziende per avere una parte di introiti. La consapevolezza comune che internet sia il futuro delle scommesse non può che avvicinare anche questo genere di interessi. Prima ancora che i numeri arrivino ad avvicinare il live gaming. Le scommesse sportive (32% del mercato) hanno raggiunto la cifra di 267 milioni di euro, un +25%, nonostante l’assenza nello scorso di importanti eventi sportivi, un dato emerso dal report pubblicato il mese scorso dal blog Slotsgratisonline. È facile immaginare che i dati di fine 2016 riportino un altro segno positivo, approfittando di Euro2016 e delle Olimpiadi di Rio. Per gli appassionati di sport poi non è da escludere un “effetto Leicester”, con una piccola puntata su una squadra con possibilità minime di fare il colpo grosso per centrare la vincita clamorosa. Tutta manna dal cielo per le aziende di gambling, ma anche per Cosa Nostra. La DIA lancia l’allarme, consapevole che riconoscere le sale di scommesse contaminate è davvero difficile.

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